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Pensioni ultime notizie contributivo donna occorre fare un pò di chiarezza e i tanti motivi per cui la proroga può ancora esserci

La situazione del contributivo donna nell'ambito delle novità per le pensioni va inquadrata sui livelli economico e politico.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:47):  Dalle informazioni date non è ancora chiusa la partita del rinnovo del contributivo donna, con cui permettere l'accesso al trattamento previdenziale un po' prima in cambio del ricalcolo dell'assegno con il contributivo. E lo ha detto anche in un secondo momento Simonetti. Occorre capire quale sarà il "pressing" che sarà fatto nei due mesi parlamentari, ma è bene ricordare che Lega, Pd, Movimento 5 Stelle sono tutti d'accordo nel portare avanti le novità per le pensioni per la proroga donna. La battaglia non è stata persa, sicuramente non la guerra. E poi ci sono i risparmi derivanti dal contributivo donna che sono tantissimi per le Casse dello Stato. E ancora la figura stessa della donna che in tutti gli altri ordinamenti ha delle possibilità di uscita prima e che in Italia aveva con tutti i suoi difetti il contributivo donna. E poi questo denaro che si vorrebbe togliere dal fondo già vincolato dovrebbe essere davvero tanto e importante, altrimenti e il Ministero lo sa bene ci creeerebbe tanta confusione e rabbia e delusione per nulla.

Arrivano i chiarimenti sulla volontà della maggioranza di prorogare il contributivo donna e non sono di segno positivo. Il responsabile delle politiche sull'occupazione e le pensioni non fa alcuno riferimento alla possibilità di estendere anche per i 12 mesi del 2017 questa opportunità, ma si limita a ribadire, se mai ce ne fosse stato realmente bisogno, l'intenzione di portare a termine la sperimentazione fino alla fine di quest'anno nel caso in cui il budget lo dovesse consentire. Non c'è stata alcuna conferma e né sembrano esserci spiragli di apertura ma, è indispensabile far presente, non è stata neanche espressa alcuna posizione di chiusura.

In ballo c'è dunque la proroga di un anno del contributivo donna ovvero della concessione dell'opportunità di ritirarsi a 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi se dipendenti o a 58 anni e 3 mesi se autonome, in cambio del ricalcolo dell'assegno con il meno economicamente vantaggioso contributivo, ferma restando l'applicazione delle cosiddette finestre. Tra le proposte ancora in gioco c'è il blocco dell'aumento di tre mesi delle speranze di vita così come previsto dall'attuale legge previdenziale. In ogni caso, siamo solo alle battute iniziali di un iter che si concluderà solo tra due mesi. E come insegna l'esperienza dello scorso anno, un provvedimento di questo tipo potrebbe tagliare il traguardo anche all'ultimo giro.

Come sempre, la situazione va letta su due livelli, quello economico e quello politico. In maniera solo apparentemente paradossale, sotto il primo punto di vista si respira un'aria di fiducia. Sembra che la Comunità sia convinta a concedere un extra budget all'Italia. Le somme aggiuntive non saranno spese per finanziare le novità per le pensioni, tuttavia si potrà nutrire una ragionevole speranza che non saranno modificato lo stanziamento già previsto. A far riflettere è piuttosto l'atteggiamento del Ministero dell'Economia, sempre piuttosto restio a mettere le mani sulle pensioni, anche per finanziare interventi poco dispendiosi.

Viene ad esempio fuori dalle parole di Roberto Simonetti che sta seguendo da vicino la questione del contributivo donna, come il ritardo di oltre due settimane per la presentazione alla Camera dei deputati della relazione sul monitoraggio delle risorse del contatore, sia "dovuto alla mancata firma" del responsabile del Tesoro. Mancherebbero insomma "la sua volontà a stornare" l'importo richiesto per la proroga della sperimentazione. Da qui la protesta che sta iniziando a montare tra le lavoratrici interessate.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il