BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Tfa terzo ciclo sempre in attesa riunioni, nel frattempo fallisce petizione Buona Scuola

Il Tfa terzo ciclo che non decolla e saltano i quattro quesiti referendari contro la cosiddetta Buona scuola.




Occorre ancora attendere che il Ministero dell'Istruzione collochi il Tfa terzo ciclo al centro dei lavori. Come dimostrato dalle ultime riunioni con i sindacati, la questione è stata solo sfiorata ovvero rinviata a successivi appuntamenti. Si avverte un certo contrasto tra i tempi che stringono e il ministro che giudica "imprescindibile" la sua attivazione. Non resta che attendere, registrando però che in occasione dell'ultimo incontro il Miur ha promesso di stanzia 450 milioni di euro a regime per attuare le nove deleghe previste dalla legge 107 sulla scuola, di allineare 25.000 posti dell'organico di fatto all'organico di diritto dei docenti.

E ancora: di approvare un piano straordinario per assumere circa 7.000 Ata, istituire un organico di 500 assistenti tecnici nella scuola del primo ciclo. Nessun riferimento diretto al Tfa terzo ciclo. Allo studio del Ministero dell'Istruzione ci sono anche altre norme da inserire nella prossima legge di bilancio, per università, alta formazione e ricerca. Ma su questi settori, l'approfondimento è stato rinviato riunioni successive.

Al di là del Tfa terzo ciclo che non decolla, la Corte di Cassazione ha comunicato al comitato referendario che per i quattro quesiti referendari contro la cosiddetta Buona scuola sono state raccolte poco meno delle 500.000 firme valide. Poche migliaia di firme in meno non consentono di giungere alla prova referendaria. "È stata comunque straordinaria esperienza di confronto e che ha dato voce a centinaia di migliaia di cittadini che con la loro firma hanno manifestato contrarietà per i contenuti di una legge che snatura il valore costituzionale della scuola pubblica". Lo afferma il Comitato referendario nazionale contro la legge 107.

Una mano tesa arriva dal Partito democratico. Francesca Puglisi, responsabile Scuola della segreteria nazionale dei democratici, esorta: "Evitando di perdere tempo in un perenne conflitto demagogico, adesso lavoriamo insieme per migliorare le croniche criticità che affliggono la scuola, sulla quale negli anni si sono affastellate norme contraddittorie che bloccano l'autonomia scolastica". Un modo per dire che la riforma può essere migliorata con l'apporto di tutti, ma senza snaturare il primo concreto passo in avanti fatto dalla scuola negli ultimi decenni. Puglisi sottolinea: "L'attuazione delle deleghe contenute nella legge 107 e la riapertura del contratto, già annunciata dal governo, possono essere l’occasione del definitivo superamento delle incomprensioni e del rilancio della scuola pubblica".

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il