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Rinnovo contratti statali, dipendenti pubblici: domani riunione forze sociali, più dettagli attesi in CDM probabilmente

Non è da escludere che domani il tema dello sblocco degli stipendi degli statali possa essere tirato fuori con la promessa di rivedersi.




Per il rinnovo del contratto per i dipendenti pubblici le risorse da mettere in manovra si attestano a 600 milioni di euro, da aggiungere ai 300 milioni di euro stanziati dall'ultima legge di stabilità, ma i tecnici del governo sono ancora al lavoro per cercare di rinvigorir gli stanziamenti sul 2018-19. Non è un'operazione semplice anche considerando che tra le altre partite che stanno impegnando Palazzo Chigi dal punto di vista economico c'è quella delle pensioni. Domani è in programma una riunione con i sindacati sul tema, ma non è da escludere che, seppur in maniera superficiale e con la promessa di rivedersi, il tema dello sblocco degli stipendi degli statali possa essere tirato fuori.

Più in generale, nel complesso quadro dei conti pubblici italiani a cui guardare per capire i margini di manovra per il rinnovo dei contratto del pubblico impiego, la maggioranza, con le risoluzioni al Documento di economia finanza approvate proprio ieri da Camera e Senato che autorizzano il governo ad arrivare fino al 2,4%, va in pressing sul governo perché si arrivi subito a definire un indebitamento maggiore rispetto a quello indicato nella nota di aggiornamento, in modo da avere più risorse da mettere subito al servizio della crescita. Un assist al governo che, secondo diverse fonti, potrebbe presentare sabato una manovra che porta il deficit più in alto del 2% programmatico indicato nella nota, probabilmente al 2,2%.

Un margine maggiore che libererebbe circa tre miliardi e mezzo da impegnare per coprire le misure espansive in cantiere, e in particolare quelle sulla messa in sicurezza del territorio. E della necessità di un piano per il rischio sismico ha parlato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, auspicando, davanti alla platea dell'Anci, che con la manovra si arrivi a un quadro finanziario, e di regole, certo per i Comuni. Il Parlamento, si legge nella risoluzione approvata senza troppo clamore sia alla Camera che al Senato "impegna il governo a valutare l'opportunità di innalzare l'obiettivo di indebitamento netto per il 2017 fino a un massimo dello 0,4% del Pil ferma restando una valutazione prudenziale della crescita del Pil".

Una procedura innovativa, quella di chiedere l'aumento contestuale alla manovra, invece che in corso d'opera, studiata per uscire dal circolo vizioso innestato dall'annuncio da parte dell'Ufficio parlamentare di bilancio, dell’impossibilità di validare le stime del governo, che fissano per ora una crescita dell'1% nel 2017 a fronte di un indebitamento del 2%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il