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Pensioni Ape e quota 41: i pro e contro. Le critiche, calcolo ed esempi. Per chi, quando, possono uscire

Il pacchetto delle novità per le pensioni non sembra più così interessante come lasciato intendere nelle scorse settimane.




Il quadro delle mini pensioni è pressoché definito e con una certa sorpresa la maggioranza ha parzialmente cambiato le carte in tavola. In buona sostanza ha piazzato alcuni paletti e innalzati alcuni requisiti che restringono la platea dei destinatari dei provvedimenti e rende meno conveniente l'adesione agli strumenti per smettere anzitempo. Tra i principali cambiamenti si segnalano i tetti di 30 anni, 35 anni e 36 anni di contribuzione da maturare, rispettivamente per accedere alle mini pensioni facilitate se senza occupazione, se si è lavoratori attivi e si esercita una di quelle attività che sono finite nell'elenco delle gravoso.

E c'è poi il paletto dei 1.350 euro lordi, richiesti ai lavoratori che svolgono attività prevalentemente faticose. Tra maestre delle scuole d'infanzia, infermieri di sala operatoria, edili, macchinisti e autisti di mezzi pesanti con 36 anni di contribuzione versata, è facile credere come solo in pochi potranno smettere anzitempo con costi a carico dello Stato. La sola via d'uscita per la maggior parte di loro sarà quella delle mini pensioni volontarie con interessi da corrispondere agli istituti di credito che finanzieranno il provvedimento. La quota sarà pari a circa 4,5-4,6% per ogni anno, ma non sono inclusi gli interessi dell'assicurazione e di parte del capitale delle mini pensioni da restituire in 20 anni una volta maturati i requisiti effettivi per il ritiro.

Insomma, il pacchetto delle novità per le pensioni non sembra più così interessante come lasciato intendere. Rispetto alle aspettative iniziali, anche il budget destinato al primi anno di sperimentazione di queste novità per le pensioni è stato ridotto e si assesterà intorno a 1,5 miliardi di euro. Resta da capire l'esatta distribuzione di questa somma, considerando che ad assorbirne la maggiore quantità sono l'allargamento della platea di chi riceve lo stipendio aggiuntivo da pensione così come l'aumento dell'importo di chi già lo percepisce.

Non è un caso che parte delle forze sociali non sono hanno manifestato la loro contrarietà, ma si è detta stupita della retromarcia della maggioranza proprio nel giorno della riunione decisiva e alla vigilia del Consiglio dei ministri per il varo dell'avvio dell'iter. In particolare, l'indice è puntato contro la scelta di far schizzare in alto il requisito contributivo, a 36 anni sulla platea dei lavori gravosi e a 30 anni sulle altre tipologie, rispetto ai 20 anni iniziali. Le sue parole sono emblematiche: si tratta di una "questione mai emersa in questi mesi di confronto".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il