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Rinnovo contratti statali, dipendenti pubblici Governo Renzi: situazione stipendi, premi e regole, arretrati, regole, produttività

Con il Testo unico del pubblico impiego, i concorsi pubblici saranno riformati. Al lavoro sul rinnovo dei contratti degli statali.




Si lavora non solo sul rinnovo del contratto degli statali, rispetto a cui non ci sono ormai dubbi. Ma anche e soprattutto sul complesso sistema delle modalità di erogazione degli aumenti e su stipendi, arretrati, turn over, produttività premi e regole. La legge Brunetta che prevede l'obbligo di riconoscere il 50% dei premi in denaro al 25% degli statali più meritevoli, lasciando a mani vuote il 25% con i voti più bassi, sarà superata. Quest'ultima soglia potrebbe essere cancellata. Con la riforma del pubblico impiego le assunzioni non avverranno più in base alle piante organiche ma ai fabbisogni. Un primo assaggio ci sarà in manovra, con concorsi mirati per infermieri, medici e forze dell'ordine.

Con il Testo unico del pubblico impiego, i concorsi pubblici saranno riformati. Le procedure saranno centralizzate presso il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione e sarà eliminato il voto minimo di laurea. Saranno invece valutati master e dottorati. Da parte loro, i sindacati si dicono preoccupati per "l'assenza di qualsiasi riscontro, come da noi auspicato e sollecitato, sulla volontà a orientarsi verso innovazioni della normativa contrattuale che regola le relazioni sindacali e sulla necessità di investire un adeguato e significato incremento di risorse da destinare al rinnovo dei contratti nazionali".

Da qui la richiesta di un incontro con il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, sul tema del rinnovo dei contratti degli statali e sulle altre questioni chiave del pubblico impiego. Allargando lo sguardo, il governo si appresta a varare una misura per favorire i prepensionamenti volontari nel settore bancario attraverso un sostegno al fondo di categoria, pagato dalle banche, che normalmente accompagna i lavoratori in uscita. Secondo quanto riferiscono diverse fonti del comparto l'accordo di massima raggiunto, a lungo discusso nelle scorse settimane, punta a rendere più agevoli i piani di ristrutturazione del comparto che secondo alcune stime potrebbero portare nei prossimi tre anni a 50.000 uscite.

Una mossa che va nella direzione sollecitata nei giorni scorsi da Salvatore Rossi, direttore generale di Bankitalia che parlava di una cifra tra i 100 e i200 milioni di euro necessari per integrare il Fondo esuberi per agevolare le uscite nel settore chieste appunto da governo e Banca d'Italia. Del resto l'intervento di Palazzo Chigi, auspicato, anche dall'Abi, era stato promesso nei giorni scorsi dal sottosegretario al Tesoro Pier Paolo Baretta.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il