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Manovra, Bilancio, Legge di StabilitÓ 2016-2017 Renzi ufficiale: rottamazione cartelle Equitalia, tasse, imprese, professionisti

Questo nuovo testo unico non si sottrae alla tradizione che prevede un ridimensionamento delle risorse destinate al Fondo sanitario nazionale.




Il nuovo testo unico scommette su una crescita che il prossimo anno dovrebbe toccare l'1%. Ma che dovrà passare sotto la lente di Bruxelles visto il passo più lento del previsto sul fronte del risanamento dei conti. Il rapporto del deficit rispetto al Pil, infatti, oscilla tra il 2,2% e il 2,3%, ma non è escluso che l'asticella si possa fissare sul punto più alto della forchetta. Soluzione che renderebbe più agevole anche la chiusura del cerchio sulle coperture.

Andando più nel dettaglio dei provvedimenti assunti dal Consiglio dei ministri, oltre alle risorse aggiuntive per il rinnovo del contratto, nel pubblico impiego il premier ha annunciato la riapertura del turnover e quindi possibili concorsi pubblici per 10.000 posti tra infermieri, forze dell'ordine e forse medici. In manovra entra anche un pacchetto di assunzioni per il mondo della scuola. Verso il taglio dei contributi per le Partite Iva non iscritte agli ordini. Equitalia scompare. Non è ancora noto se sarà assorbita dall'Agenzia delle entrate e attraverso quali meccanismi opererà per il recupero dell'evasione. Non è esclusa la rottamazione delle cartelle con l'eliminazione delle sanzioni e interessi limitati al 3%. L'incasso stimato è di circa 1 miliardo di euro.

Anche questo nuovo testo unico non si sottrae alla tradizione che prevede un ridimensionamento delle risorse destinate al Fondo sanitario nazionale (Fsn). Tecnicamente non si tratta di tagli ma di minori aumenti: il livello del finanziamento viene sì incrementato rispetto all'anno precedente, ma meno di quanto era stato già deciso in precedenza. Così quest'anno la dotazione del Fondo sanitario nazionale è fissata a 111 miliardi di euro: nel 2017 dovrebbe passare a 111,5 o 112, meno però dei 113 che erano stati promessi un anno fa di questi tempi, quando era stata operata un'analoga riduzione sul fondo per il 2015. L'idea naturalmente non piace alle Regioni, che minacciano riduzioni delle prestazioni.

In merito alle coperture, quest'anno i risultati della nuova ondata di revisione della spesa sono meno consistenti di quanto si attendeva. In tutto poco meno di 2,7 miliardi di euro. Una prudenza che dipende da quanto già fatto in passato su questo fronte, e in parte probabilmente anche dalla volontà di non andare allo scontro con gli enti territoriali. Diventa comunque inevitabile proseguire sulla strada già intrapresa che prevede risparmi in particolare sugli acquisti di beni e servizi, da realizzare attraverso la concentrazione delle centrali e delle stazioni appaltanti. Non ci saranno invece minori spese sul fronte del pubblico impiego, destinatario invece di maggiori risorse per i rinnovi contrattuali.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il