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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 problemi e errori crescono come sempre più che calare

Piuttosto che mettere a punto soluzioni per tutti, si continua con novità per le pensioni che potrebbero creare nuovi problemi e discriminazioni: cosa prevedono




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore XX:XX): Dalla lettura più approfondita della novità per le pensioni appare sempre più chiaro come manchi la volontà di creare un sistema per le pensioni che contempli sia la parte delle attività e delle occupazioni che, appunto, quella delle pensioni. Non è quindi un caso che le ultime e ultimissime notizie continuino a riferire di un certo malcontento da parte di alcune delòle forze sociali, fose, anzi sicuramente molto tardivo

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:15):  Ogni volta che si mette mano sulle novità per le pensioni sembrano quasi chw si faccia apposta ad aumentare i problemi e gli errori come confermano ora anche le ultime notizie e ultimissime creando privilegi, discriminazioni, ma anche proprio errori. E la stessa cosa è accaduta anche questa volta

Passa il tempo ma i risultati dei tanti impegni della maggioranza si potrebbero ancora riassumere in un’unica frase: quando si mette mano a provvedimenti che dovrebbero rivelarsi importanti, ne nascono sempre troppi errori. E la dimostrazione di quanto appena riportato sono le ultime notizie relative alle recenti novità per le pensioni. A distanza di qualche tempo dall’entrata in vigore della staffetta, che permette ai lavoratori privati di andare in pensione tre anni prima rispetto all’attuale soglia fissata dei 66 anni e sette mesi, riducendo l’orario di impiego, accettando di percepire il 65% dello stipendio ma continuando a ricevere regolarmente i contributi previdenziali, senza però alcun obbligo di assunzione di nuovo giovane al posto del lavoratore più anziano prepensionato, è possibile dire che i risultati raggiunti non sono stati poi quelli sperati. E’ vero che il budget stanziato per l’attuazione di questa novità per le pensioni è stato davvero minimo ma è anche vero che il non obbligo all’assunzione di nuovi giovani al posto dei lavoratori più anziani non ha certamente favorito il ricorso a questo meccanismo, senza considerare che i lavoratori che lo avessero scelto, per andare lasciare anzitempo la propria attività solo per tre anni, avrebbe dovuto rinunciare a buona parte del suo stipendio, cosa che con i tempi che corrono non converrebbe a nessuno.  

Altri problemi resi noti dalle ultime notizie all’indomani di alcuni provvedimenti avviati dalla maggioranza, la clamorosa richiesta di restituzione dell’incentivo di 80 euro ai lavoratori statali per ben 8 otto persone su dieci; centinaia di migliaia di euro di contributi contati e definiti ma che non potranno essere mai pagati perchè le aziende o i professionisti che avrebbero dovuti pagarli sono falliti o non possono più pagare; enti che non pagano (quasi indisturbati) i regolari contributi previdenziali ai lavoratori; milioni di euro nascosti pagati a Caf e sindacati; senza considerare i grossi problemi derivati dall’entrata in vigore delle attuali norme previdenziali, che hanno penalizzato specifiche categorie di lavoratori, come coloro impiegati in occupazioni faticose e pesanti e chi è entrato sin da giovanissimo nel mondo occupazione, cioè ad un’età inferiore ai 16 anni, senza dimenticare il clamoroso problema dei lavoratori della scuola, che non sembrano essere stati minimamente considerati dalle attuali regole pensionistiche come categoria che priva godeva di norme ad hoc, poi saltate.

Ora sembra che al posto di soluzioni pensionistiche in grado di risolvere i problemi creati dalle norme attuali e di cancellare quello squilibrio sociale diventato ormai abbastanza ‘importante’ stiano per profilarsi ulteriori problemi derivanti dalle recenti novità per le pensioni annunciate, tra mini pensione, quota 41 per pochi, cancellazione dei costi per la congiunzione di tutti i contributi previdenziali e aumenti delle pensioni base.
Partendo dalla mini pensione, anche questa novità per le pensioni, come la staffetta sopra riportata, difficilmente verrebbe richiesta da tanti e con successo e difficilmente sarebbe in grado di dare spinta al ricambio generazionale a lavoro, tanto più che al momento è ancora incompleta ma che preannuncia nuove discriminazioni, tra chi può richiederla a costo zero e chi invece sarà soggetto a pesanti oneri. Passando alla novità per le pensioni di quota 41 per chi ha iniziato a lavorare giovanissimo, sono previste troppe limitazioni. Piuttosto che risolvere la situazione di chi è stanco di lavorare dopo un’intera vita, letteralmente, trascorsa dedicandosi alla propria attività, la maggioranza sembra si stia avviando a creare ulteriori differenziazioni all’interno di questa categoria di lavoratori: la quota 41 inserita nella mini pensione, infatti, vale solo per chi entro i 19 anni ha maturato 12 mesi di contributi e si ritrova in particolari condizioni, cioè senza occupazione, disabile o impiegato in attività faticose. Particolare attenzione va poi prestata al fatto che in merito a quest’ultima questione, non è stata definita una lista precisa di occupazioni faticose, cosa che stando alle ultime notizie sarebbe in via di definizione da parte della maggioranza, e non è stato fatto nulla per questa categoria di lavoratori se non collegato alla quota 41. E questo genera un altro problema da risolvere perché si tratta di lavoratori che meritano tutele e salvaguardie.

Altro errore che sembra preannunciarsi dalle ultime notizie sarebbe l’annuncio della congiunzione resa gratuita: ma non si tratta nemmeno in questo caso di una novità per le pensioni reale. Se un lavoratore dovesse decidere di riunire tutti i propri contributi previdenziali in un unico ente,  stando quanto si apprende, potrebbe dover pagare la differenza di quanto cumulato con i costi contributivi dell’ente scelto. Ma non è nemmeno questo l’ultimo problema che deriverebbe dalle novità per le pensioni che la maggioranza sta portando avanti: un ulteriore problema potrebbe derivare dalla decisione di aumentare le pensioni inferiori: l’erogazione di questi aumenti non prevede al momento criteri specifici, basati per esempio su quoziente familiare o Isee, per cui si corre il rischio di sprecare soldi che potrebbero essere assegnati a persone bisognose aumentando le pensioni anche di chi non ne ha bisogno e vive in buone condizioni economiche, inserito in un nucleo familiare benestante.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il