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Rinnovo contratti dipendenti pubblici, statali, forze dell'ordine, militari e polizia: novità questa settimana

Si lavora sul rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici con budget di 900 milioni di euro spalmato su quattro anni.




I fondi per il rinnovo del contratto pubblico potrebbero essere spalmati su quattro anni invece che su tre. In questo modo il governo potrebbe riconoscere aumenti più alti anche se su un orizzonte temporale più lungo. Si arriverebbe così fino al 2019. Si tratta della principale novità sul fronte dello sblocco degli stipendi degli statali proprio nella settimana in cui il governo vara la legge di bilancio. Sul piatto ci sono complessivamente 900 milioni di euro, un terzo dei quali arriva dalla legge di stabilità dello scorso anno. La riforma del pubblico impiego, che sarà recepita nel Testo Unico, prevede anche il riconoscimento di una professionalità spendibile nelle procedure, per coloro che hanno svolto lavoro flessibile presso la pubblica amministrazione.

In questo contesto, il lavoro di riorganizzazione dei centri nevralgici dello Stato è su più fronti. Nel corso della settimana è infatti arrivato il nuovo Inps targato Boeri, con l'obiettivo di rendere l'Istituto "più efficiente e vicino ai cittadini". Una rivoluzione che passa per una stretta sulla dirigenza, le posizioni vengono tagliate da 48 a 36 con un rafforzamento della presenza sul territorio. Ne dovrebbero conseguire risparmi utili per lo sblocco del turnover: in ballo ci sono 900 assunzioni. Il piano di riorganizzazione è sul tavolo da quest'estate e ora è pronta l'ultima versione, che conferma il progetto in tutti i suoi pilastri.

Nel nuovo testo sarà messo nero su bianco che l'organo non ha poteri decisionali, ma solo istruttori. Una struttura di supporto, funzionale a scremare i pretendenti senza ridurre le prerogative del direttore generale anzi, a detta di Boeri, a tutelarlo dai ricorsi. C'è poi qualche argomentazione in più sui punti per cui i pareri ministeriali avevano chiesto delucidazioni. In particolare viene scritto in modo più chiaro il capitolo sui rapporti tra presidente e direttore generale, mentre rimarrebbe tale e quale la parte sul Consiglio di indirizzo e vigilanza. Il piano Boeri quindi riduce i componenti del Civ, esplicitando che l'organo non può avere poteri nella gestione.

Non sono state così accolte le richieste del presidente del Civ, che aveva parlato del rischio di un uomo solo al comando. Tanto che sul piano di riorganizzazione pende il ricorso presentato da Iocca al Tar. Un macigno che però non sembra fermare Boeri nella riorganizzazione, che porterà ad azzerare gli incarichi dirigenziali di fascia alta. Per gli altri, circa 450 quelli di seconda fascia, il rinnovo prenderà più tempo, probabilmente due anni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il