BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Rinnovo contratti statali: dipendenti pubblici, polizia, forze dell'ordine: pronto lo sciopero generale

C'è insoddisfazione tra i sindacati per tempi e modi del rinnovo dei contratti del pubblico impiego.




Il segnale c'è stato, ma rischia di non essere adeguato alle esigenze dell'intero comparto della pubblica amministrazione. Il governo ha stanziato 1,9 miliardi di euro che devono bastare sia per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici sia per la riorganizzazione della polizia e delle forze dell'ordine e sia per la stabilizzazione dei precari. Nessuna sorpresa, dunque, rispetto alle aspettative iniziali, ma ci sono incertezze sulle modalità di spesa di questo budget. Non si tratta di un semplice passaggio procedurale, ma di una questione centrale perché andrà a impattare sul reale aumento degli stipendi degli statali e sulle prospettive di assunzioni.

Stando alle ultime notizie e in attesa che lo stesso governo fornisca maggiori dettagli sulla reale volontà, significa il rinnovo dei contratti del pubblico impiego dovrebbe essere accompagnato da una revisione delle regole sul salario accessorio. E qui la partita è tutta da giocare, come confermato dallo stesso ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, che, all'indomani del Consiglio dei ministri che ha varato la legge di Bilancio, ha twittato: "Ora confronto aperto su regole e priorità". I sindacati lo sanno bene, lamentano il ritardo nell'avvio delle trattative e sono pronti a scendere in piazza con lo sciopero del pubblico impiego.

Più precisamente, la somma destinata ad aumentare gli stipendi degli statali dovrebbe essere di 900 milioni di euro, ma per i sindacati si tratta appunto di una cifra bassa perché non risolve il problema. Il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo, considera l'ipotesi una sorta di provocazione: "All'Aran non è stato raggiunto alcun accordo ma solo raccolta la richiesta dei sindacati per un incontro urgente con la ministra della pubblica amministrazione, Marianna Madia". A suo dire, se non ci saranno risposte su risorse e su nuove regole "chiederemo a Cgil e Cisl di scioperare".

Intanto il 21 ottobre ci pensano i lavoratori dell'Usb a manifestare. "I lavoratori pubblici hanno capito bene che con questo governo e con questa Unione Europea non c'è spazio per i loro diritti e saranno protagonisti sia nello sciopero generale del 21 ottobre che nella manifestazione nazionale del 22 ottobre per un aumento contrattuale vero, per cacciare Renzi e per uno stato che sia più sociale", spiegano i rappresentanti dei lavoratori. La sigla sindacale calcola che 900 milioni di euro in tre anni per il rinnovo del contratto di tre milioni di dipendenti pubblici significa parlare di "una ventina di euro di aumento, a regime, che arriverebbero nelle tasche dei lavoratori dopo che le stesse sono state svuotate da sette anni di blocco contrattuale".

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il