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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 revisione pensioni ancora più necessaria dopo dati ricchezza pensionati

Continuano ad essere privilegiati gli anziani rispetto ai giovani nel nostro Paese e le ultime novità per le pensioni non prospettano alcun miglioramento




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:22): Perchè si è bloccata la solidarietà delle pensioni più ricche? E perchè non è stata acettata la richiesta dei tecnici di revisione? Avrebbero davvero rilanciate le novità per le pensioni e i dati che si poteva fare tutto questo vengono confermati anche dalle ultime notizie e ultimissime

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30): C'è poco da fare: le novità per le pensioni studiate dalla maggioranza non risolvono e non affrontano il problema della precarietà lavorativa dei giovani che si tradurrà in povertà domani. Anche le ultime e ultimissime notizie che arrivano dai dati Caritas disegnano un quadro poco rassicurante per il presente e soprattutto per il futuro.

L'Italia un Paese per vecchi ma non è la prima volta che si fa questa considerazione: stando alle ultime notizie emerse dal rapporto 2016 della Caritas, i poveri d'Italia non sono gli anziani ma i giovani e nel nostro Paese a chiedere aiuti ai centri Caritas sono soprattutto gli italiani più che gli stranieri, soprattutto al Sud. Vivono, dunque, in condizioni di povertà soprattutto i giovani rispetto agli anziani e sono coloro che risentono degli effetti della crisi e della mancanza di occupazione. E più il tempo passa, più la situazione tende a complicarsi: le ultime notizie sulle novità per le pensioni che la maggioranza ha intenzione di inserire nel nuovo testo unico, infatti, tendono ancora una volta a privilegiare i più anziani, vista la decisione di aumentare le pensione base per chi è già, appunto, in pensione, senza però dar vita a quei meccanismi di prepensionamento volti a dare nuova spinta all’occupazione giovanile, dando certezza ai giovani di oggi tanto di uno stipendio fisso quanto della possibiolità di crearsi un futuro pensionistico concreto. La mini pensione e la quota 41, infatti, così come attualmente formulate non sono assolutamente pensate in quest’ottica, ma tendono a favorire esclusivamente i lavoratori più anziani che sono più vicini alla pensione.

Ma, poiché prevedono stringenti limiti e condizioni, non varranno per tutti, secondo le previsioni saranno richieste da pochissimi, e i tanti paletti non contribuiranno certo al prepensionamento dei più anziani e al conseguente impiego dei più giovani, perché anticipare l’età pensionabile con la mini pensione, a fronte degli oneri elevati richiesti (4,5%-4,6%), non conviene a chi dovrebbe fare solo altri due o tre anni di lavoro, e per quanto riguarda le categorie di persone più svantaggiate per cui mini pensione e quota 41 sarebbero senza oneri, sono troppe le condizioni da soddisfare e che non tutti riusciranno certamente a soddisfare. Ciò significa, come del resto sottolineato da tanti, che questi sistemi non servirebbero a innescare quel turn over lavorativo in grado di dare nuova spinta all’occupazione giovanile. A favorire, ancora, gli anziani rispetto ai più giovani, la mancata revisione delle pensioni più elevate, che da tempo il presidente dell’Istituto di Previdenza rilancia, che inizialmente era appoggiata dai tecnici, ma su cui si è fatto un passo indietro. E lo stesso premier sembra aver fatto dietrofront su questa stessa misura.

L'idea era quella di un ricalcolo delle pensioni più elevate sia per ristabilire equità sociale sia per recuperare nuovi soldi che avrebbero potuto essere investiti, in un secondo momento, in novità per le pensioni positive per tutti.  Ma, al contrario, dal prossimo anno, come confermano le ultime e ultimissime notizie, le poco meno di 40mila persone che percepiscono pensioni di almeno 91.344 euro lordi all’anno non subiranno più alcun taglio, a fronte discapito di milioni di pensionati che percepiscono appena mille euro al mese, e in alcuni casi anche meno. D’accordo con questa misura anche il consigliere economico di Palazzo Chigi che, però, prima dell’estate, aveva rilanciato sull’introduzione del prelievo per redditi sui 100mila euro annui. Secondo l’Istituto di Previdenza, però, un ricalcolo sarebbe ancora necessario, sia per ristabilire quell’equità sociale tanto professata, sia per permettere allo steso Istituto di risparmiare qualche soldo.

Il sistema di ricalcolo portato dell’Istituto di Previdenza interesserebbe i lavoratori che hanno maturato i 18 anni di contributi entro il 31 dicembre 1995 e che calcolano la loro pensione con sistema retributivo fino al 31 dicembre 2011 e sistema contributivo dal primo gennaio 2012. Se dai due calcoli, il valore dell’assegno calcolato con le attuali norme risultasse inferiore a quello del vecchio metodo retributivo, l'assegno non subirà alcuna penalità, ma se fosse superiore allora sarebbe soggetto al ricalcolo contributivo. Si tratterebbe di un meccanismo che ridarebbe senso tanto al valore delle pensioni al momento stratosferiche e che tanti, soprattutto gli alti anziani esponenti istituzionali, percepiscono senza meritare, quanto alla necessità di rendere più equilibrato e sostenibile lo stesso sistema previdenziale italiano.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il