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Btp Italia ottobre 2016: consigli esperti se conviene o meno comprare. Domani tasso interesse, rendimento ufficiale comunicato

I Buoni sono indicizzati all'inflazione italiana secondo l'Indice FOI e dunque il rendimento non sarà fisso per tutta la durata.




Il tasso minimo garantito sui nuovi Btp Italia 2016 del mese di ottobre è piuttosto basso e si attesta allo 0,35%. Il collocamento dei Buoni nell'ambito della nona emissione è iniziato oggi per concludersi giovedì 20 ottobre, con i primi tre giorni riservati ai risparmiatori individuali (a meno di chiusura anticipata) e l'ultimo a quelli istituzionali. Come spiegato dal Ministero dell'Economia, il tasso cedolare annuo definitivo sarà fissato al termine del periodo di raccolta degli ordini di acquisto e non potrà essere inferiore al tasso cedolare annuo minimo garantito. La caratteristica principale è l'indicizzazione all'inflazione per cui il rendimento del Btp Italia è garantito, ma di importo contenuto e legato alla sua conservazione.

Grazie all'accordo con Borsa Italiana-London Stock Exchange Group, i titoli saranno a disposizione sulla piattaforma elettronica Mot (Mercato telematico delle obbligazioni e Titoli di Stato di Borsa Italiana). Come fanno notare gli esperti, il punto di forza dei Btp Italia è la tutela per capitale e cedola in caso di deflazione. Il titolo è indicizzato ai prezzi di consumo: in caso di deflazione per un periodo si usa a riferimento il valore dell'indice nel periodo precedente: è uno strumento difensivo, caratterizzato da una base solida perché piace a fondi pensione e grossi istituzionali. Sono indicizzati all'inflazione italiana secondo l'Indice FOI con esclusione dei tabacchi (Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati), e dunque il rendimento non sarà fisso per tutta la durata.

Ovviamente vendendo prima della scadenza non si ha la garanzia di ottenere lo stesso prezzo iniziale. Sul prezzo di rimborso invece c'è la garanzia del capitale nominale. A proposito di Btp Italia, con riferimento agli investitori individuali esteri, che possono partecipare al collocamento, salvo quanto previsto dalle restrizioni alla vendita imposte dai diversi Paesi, tra cui gli Stati Uniti, cui gli investitori individuali devono far riferimento, l'identificazione e la certificazione della loro natura spetta all'intermediario che riceve l'ordine dall'acquirente finale e che si impegna a trasmettere la certificazione agli intermediari a cui invia l'ordine di acquisto ricevuto dal cliente estero.

A fronte del servizio reso dagli intermediari durante la prima fase del periodo di distribuzione, il Ministero dell'Economia riconosce una commissione proporzionale all'ammontare nominale complessivo raccolto agli intermediari che prestano il servizio di investimento nei confronti dell'acquirente finale del titolo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il