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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41 emendamenti, primo raduno cosa successo, trattative Comunità

Da prime manifestazioni alla presentazione dei primi emendamenti al testo unico: prospettive per novità per le pensioni e non solo




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:51): Dalla Comunità è arrivato il primo semaforo verde con riserva. Ma dalle ultime e ultimissime notizie si può essere certi che l'attenzione si concentrerà sui provvedimenti una tantum previsti nel testo, tra cui quelli presenti nel capitolo delle novità per le pensioni. C'è un faro acceso sulle mini pensioni gratis ovvero quelle a carico dello Stato.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:36): Ci sono due fronti di lavoro supplementare per la maggioranza. Da una parte c'è della Comunità che sta ancora attendendo la ricezione del testo unico con tutti i provvedimenti, compreso quello delle novità per le pensioni. E dall'altra ci sono le prime manifestazioni di piazza contro le norme sulla previdenza. In entrambi i casi c'è molta scontentezza per quanto fatto.

Le manifestazioni di protesta contro le attuali norme pensionistiche e le attuali novità per le pensioni che la maggioranza sta portando avanti prendono il via oggi, martedì 18 ottobre, a Roma, dove è stato organizzato dai  gruppi online un presidio a Montecitorio, per rilanciare l’urgenza di novità per le pensioni che siano più profonde soprattutto in relazione alla quota 41. Ma si tratta di iniziative che non finiranno certo oggi: le ultime notizie confermano, infatti, una nuova manifestazione, in programma il prossimo 22 ottobre, a Bologna. Si tratta di importanti iniziative per fare capire alla maggioranza che i bisogni reali di cittadini e lavoratori sono decisamente diversi rispetto a quelle soluzioni pensionistiche prospettate che, stando alle previsioni, potrebbero rivelarsi anche inutili e inefficaci. E sempre oggi inizieranno ad essere presentati gli emendamenti al testo unico presentato sabato in Consiglio dei Ministri e che dovrà essere ufficialmente approvato entro il 31 dicembre. Ma fino ad allora ci sono ancora due mesi per cambiare i provvedimenti previsti o migliorarli, prospettiva che potrebbe diventare ancor più concreta se la trattativa con la Comunità per la concessione dell’extra budget al nostro Paese si concludesse positivamente.

Se, infatti, la Comunità dovesse approvare la concessione di ulteriori soldi al nostro Paese, si avrebbero nuovi margini di intervento per rimettere mano su determinati provvedimenti che potrebbero essere migliorati. E’, tuttavia, difficile, secondo quanto riportano le ultime notizie, che tali cambiamenti potranno riguardare le novità per le pensioni. In tanti ritengono, infatti, che l’eventuale extra budget non sarà impiegato per le novità per le pensioni ma avendo a disposizione più denaro, quanto meno, queste ultime non subiranno ulteriori peggioramenti. Nell’attesa di capire come si chiuderanno le trattative comunitarie, il testo unico non è ancora stato presentato alla stessa Comunità, restano ancora due giorni per farlo, ma stando alle ultime notizie, si sta temporeggiando proprio per capire se in questi giorni la Comunità deciderà sull’extra budget o meno. Il timore non è per la previsione rivista della crescita economica italiana, al ribasso, così come il Pil, quanto per il giudizio che, secondo alcune indiscrezioni, la Comunità potrebbe dare su determinati argomenti, a partire dalle stesse novità per le pensioni.

Si sa, da sempre, che la Comunità non è mai stata favorevole all’approvazione di novità per le pensioni nel nostro Paese, ma il problema in questo caso non è che non si vuole che si portino avanti novità per le pensioni come mini pensione o quota 41, il problema sta nel fatto che queste stesse novità per le pensioni potrebbero intaccare i conti pubblici, perché alla luce delle ultime notizie sembrano configurarsi più come aiuti di Stato che come vere e proprie novità per le pensioni. La mini pensione, infatti, per le categorie di persone svantaggiate, vale a dire coloro che sono rimasti senza occupazione, disabili o invalidi, chi è impiegato in occupazioni faticose e pesanti, non prevede oneri a carico dello stesso lavoratore e i costi sarebbero a carico dello Stato, ed è proprio questo che, stando alle indiscrezioni, alla Comunità non piace, senza considerare che potrebbe essere anche visto con un meccanismo di prepensionamento che, in realtà, sostiene anche gli istituti di credito.

Il premier stesso ci ha tenuto diverse volte a ribadire che le novità per le pensioni messe a punto non rappresentano assolutamente un sostegno vantaggioso per gli istituti di credito, ma le critiche e i malcontenti per mini pensione e quota 41 ancora troppo limitate, ristrette e con troppi paletti, continuano ad essere forti e la speranza è che fino all’approvazione ufficiale del testo unico si capisca che sono necessarie revisioni di queste stesse novità per le pensioni che se approvate esattamente così come attualmente modulate rischiano di rivelarsi un flop ma soprattutto un inutile spreco di soldi che, visto il budget ristretto, potrebbero essere impiegati per ulteriori provvedimenti magari migliori.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il