BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Rinnovo contratti dipendenti pubblici, statali: è muro contro muro. Forze Sociali contrarie tutte. Cosa può accadere

Le tre sigle ritrovano l'unità contro le politiche scelte dal governo per lo sblocco degli stipendi degli statali.




C'è un aspetto che sta emergendo con sempre maggiore chiarezza nella partita del rinnovo del contratto degli statali ed è quella della contrarietà di tutte le sigle sindacali. Non si tratta di un dettaglio trascurabile considerando, ad esempio, che nel caso delle pensioni la divisione è stata pubblicamente espressa. Alla base dell'unità ritrovata ci sono le risorse stanziate dall'esecutivo per la pubblica amministrazione, ritenute inadeguate. Per l'intero comparto, Palazzo Chigi ha messo sul piatto 1,9 miliardi di euro, ma in realtà per gli stipendi degli statali, sindacati e Aran, l'agenzia che per conto del governo conduce il negoziato, dovranno trovare la quadra su 600 milioni di euro a cui aggiungere altri 300 milioni di euro stanziati lo scorso anno e ancora fermi.

Ma tutto è possibile perché sono tanti i comparti pubblici, tra cui quello della sanità, in cerca di finanziamenti. E poi c'è la partita con l'Europa. In attesa di vedere le carte, Bruxelles non si sbilancia e nonostante sottolinei come i numeri presentati dal governo siano diversi da quelli concordati fa sapere di voler capire cosa ci sia dietro le tabelle prima di chiedere chiarimenti. L'aspetto quantitativo conta - è il ragionamento - ma conta anche quello qualitativo e non c'è volontà di alimentare tensioni con l'Italia, ci tengono a sottolineare fonti della Commissione europea. "La Commissione europea si divertirà a giocare con numeri e singole misure ma credo che la manovra passerà", è intanto la previsione del ministro dello Sviluppo Carlo Calenda.

Il documento programmatico di bilancio (il draft budgetary plan) dovrebbe essere stato inviato all'Unione europea nella tarda serata di ieri. Quando dovrebbe essere anche ufficializzato il via libera dell'Ufficio parlamentare del bilancio, l'Authority italiana dei conti che nei giorni scorsi ha espresso dubbi sulla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. Perplessità superate dall'aggiornamento dei dati macro annunciato dal governo alla fine del Consiglio dei ministri di sabato scorso che ha approvato la nuova legge di bilancio, confermandola crescita all'1% ma portando il rapporto tra deficit e Pil al 2,3%. Percentuali che non è escluso vengano ritoccate ulteriormente durante l'esame della manovra in Parlamento.

Ufficialmente i testi dovrebbero approdare alla Camera entro giovedì 20 ottobre ma è quasi certo che l'esecutivo si prenda qualche giorno in più, fino al lunedì successivo. I tecnici infatti stanno ancora scrivendo le norme e tra le novità principali, secondo quanto si apprende, vi sarebbe l'ipotesi di una disclosure anche per i contanti, con un prelievo forfait al 35%.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il