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Rinnovo contratti dipendenti pubblici, sblocco stipendio statali: il vero campo di battaglia sono 1,6 miliardi di euro

Il testo unico del pubblico impiego affronta in modo struttura la questione del turn over, oltre lo sblocco degli stipendi degli statali.




Per il rinnovo del contratto per i dipendenti pubblici le risorse da mettere in manovra si attestano a 600 milioni di euro, da aggiungere ai 300 milioni di euro stanziati dall'ultima legge di stabilità, ma i tecnici del governo sono ancora al lavoro per cercare di rinvigorire gli stanziamenti sul 2018-19. Il problema è che ne servono 700 per sanità ed enti territoriali per un totale di 1,6 miliardi di euro. Sugli arretrati le ipotesi parlano di copertura una tantum, ma prima di tutto occorrerà mettersi d'accordo sulla data da cui far partire i conti: il triennio contrattuale inizia dal primo gennaio scorso, ma la sentenza dell'Alta Corte che ha imposto lo sblocco è stata pubblicata il 30 luglio 2015.

Sui premi di produttività, c'è un tentativo di accordo ponte sulle regole. A pesare, le griglie rigide della legge Brunetta, che impongono di destinare ai premi di produttività la quota prevalente del salario accessorio e di dividere i dipendenti in tre fasce di merito. Il testo unico del pubblico impiego dovrà affrontare in modo strutturale la questione del turn over, che andrà articolato sui fabbisogni abbandonando il sistema degli organici. In manovra il tema potrebbe incontrare solo ritocchi settoriali sulle attività di front office della pubblica amministrazione.

Il governo sta evidentemente lavorando su due fronti perché accelera in contemporanea la trattativa per rinnovare il contratto nazionale dei metalmeccanici, con sei appuntamenti in meno di un mese. L'apertura ha fatto tornare i sindacati al tavolo dopo otto mesi di scioperi e mobilitazioni. Gli industriali mettono sul piatto per tutti gli 1,6 milioni di metalmeccanici, un adeguamento retributivo all'inflazione ex post, con meccanismo a scalare e rafforzamento del welfare aziendale rispetto alla piattaforma precedente, che prevedeva aumenti solo per i salari più bassi. "Siamo a una svolta, o riusciamo a fare un contratto subito, al massimo entro un mese, o rischiamo di non farlo più", afferma Rocco Palombella, segretario Uilm.

"Più che pensare a mesi o settimane, ci vuole la volontà di trovare l'accordo", afferma Stefano Franchi, dg di Federmeccanica. "Con la nuova proposta abbiamo fatto uno scatto per firmare, ora ci aspettiamo che i sindacati facciano un passo per raggiungere la meta. La nostra proposta", precisa Franchi, "non è un punto di partenza, ma di ripartenza che somiglia a un punto di arrivo, i margini sono ridottissimi". Vede "spazi per iniziare una nuova e conclusiva fase della trattativa" Marco Bentivogli, Fim Cisl, che chiede a Federmeccanica "un segnale inequivocabile che segni la disponibilità entrare in una fase decisiva".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il