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Rinnovo statali, dipendenti pubblici: l'idea delle due fasi ritorna perché da una parte c'è l'obbligo dall'altra no denaro

Ufficialmente la trattativa per lo sblocco dei salari nel pubblico impiego non è mai cominciata e la strada sembra in salita.




Continua a essere rinviato l'appuntamento con l'avvio delle trattative vere e proprie per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. La realtà che sta emergendo, su stessa ammissione dello stesso governo, è che le risorse sono contenute e non sono in grado di soddisfare tutte le aspirazioni. Si cercano così strade alternative per la distribuzione del budget, anche con la previsione di due step differenziati, fermo restando che è finita l'epoca degli aumenti degli stipendi a pioggia per tutti. In attesa che le strategie del governo divengano più chiare, la Cgil chiama a raccolta Cisl e Uil per l'avvio di una mobilitazione che coinvolga tutte le categorie dei lavoratori in attesa del rinnovo contrattuale, dagli statali ai metalmeccanici.

Stavolta il sindacato guidato da Susanna Camusso vuole passare all'azione. Dopo l'ultimatum lanciato in estate, "non vediamo avanzamenti nei confronti, né risultati", spiega la leader della Cgil, al termine di una riunione con i segretari generali delle diverse categorie, nella sede del sindacato di Corso d'Italia. Sulle iniziative di protesta, Camusso non si sbilancia e lo spiega con molta cura. Far partire una mobilitazione "può significare tante cose", risponde a chi gli chiede se in agenda potrebbe rientrare uno sciopero, a questo punto generale. Di sicuro si sta pensando, quanto meno, a una "manifestazione nazionale dei lavoratori di tutti i settori". Dichiarazioni che preparano a un autunno caldo.

Anche perché, attacca la numero uno della Cgil, "vediamola tendenza diffusa da parte delle rappresentanze imprenditoriali a non voler erogare le retribuzioni": girano vari modelli ma "tutti hanno la stessa caratteristica, programmare la riduzione dei salari". Il riferimento va alla trattativa per il rinnovo del contratti dei metalmeccanici e alla proposta di recupero dell'inflazione ex-post. Per le tute blu il prossimo mese sarà decisivo, con una tabella serrata di incontri per tentare di trovare l'accordo. Più indietro è la trattativa per lo sblocco dei salari nel pubblico impiego.

Anzi, ufficialmente non è proprio cominciata e la strada sembra in salita, a giudicare dalle parole di Camusso: "Siamo sempre disponibili a un confronto ma in assenza di risorse è difficile immaginare una discussione seria". Sul punto il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, è ancora più netto, avvertendo che in mancanza di un budget adeguato "non saremo disponibili a fare il contratto". Il tentativo è quello di tenere insieme non solo le diverse vertenze,con già 7-8 milioni di lavoratori con il contratto scaduto, ma anche le tre sigle confederali, con un percorso che era stato avviato a luglio.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il