Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 niente di fatto accordo Renzi-Juncker

Alla ricerca di una mediazione sui conti pubblici italiani. Anche il budget per le novità per le pensioni è al centro del confronto.

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Non sarà così semplice e per nulla scontato riuscire a trovare l'accordo tra Roma e la Comunità sul testo varato la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri. Sotto esame ci sono anche le novità per le pensioni e quello stanziamento di circa sei miliardi di euro promesso dalla maggioranza per i prossimi tre anni. Più precisamente, l'intero capitolo previdenziale vale 1,9 miliardi di euro nel 2017 e comprende l'estensione della pensione di base fino a 1.000 euro, l'aumento dell'area di esenzione fiscale, le mini pensioni nella loro triplice articolazione, volontaria, aziendale e quella gratuita destinata a coloro che sono senza occupazione o senza ammortizzatori o i lavoratori invalidi.

Il tema dei conti italiani è il terreno su cui il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il presidente del Consiglio italiano devono trovare una mediazione. Ufficialmente non sono in calendario incontri bilaterali, ma se c'è necessità di parlarsi a margine del Consiglio europeo di Bruxelles, ci sarà certamente il modo per farlo. Il premier sa che il testo non convince e che saranno chiesti chiarimenti e che una lettera che formalizza le perplessità potrebbe arrivare a Roma all'inizio della prossima settimana. Entro il 31 ottobre, infatti, la Comunità deve decidere se chiedere correzioni per "situazioni particolarmente gravi non conformi al patto di stabilità".

Se e quali siano le conseguenze per le novità per le pensioni resta da scoprire. Di sicuro le perplessità sono legate ai cosiddetti provvedimenti una tantum, equivalenti al 50% delle coperture, al rapporto tra deficit e Prodotto interno lordo fissato al 2,3% fuori quota rispetto al 2,2% concordato per la stessa Comunità. E poi è materia controversa anche l'ammontare delle spese post terremoto che, assieme alla voce migranti, hanno fatto salire il disavanzo dall'1,2% del 2016 all'1,6% del 2017. Secondo la Comunità, i costi per la protezione del territorio, la prevenzione e la sicurezza delle scuole non entrano nelle misure straordinarie.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il