Rinnovo contratti statali, dipendenti pubblici, vigili del fuoro, polizia, forze dell'ordine: leggi ufficiali oggi martedì ritardo

Si sta profilando un vero e proprio scontro tra le parti per il rinnovo del contratto del pubblico impiego dal 2017.

Rinnovo contratti statali, dipendenti pu


A differenza di quanto sta capitando in altri comparti, sul fronte del rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici si profila un duro faccia a faccia tra governo Renzi e sindacati. La ragione è molto semplice: lo stanziamento prospettato nella legge di Bilancio 2016-2017 per aumentare gli stipendi degli statali, pari a 900 milioni di euro, viene giudicato eccessivamente insufficiente, al di là delle modalità di distribuzione di questa cifra. La situazione è talmente delicata che le organizzazioni sindacali parlano esplicitamente di "dare battaglia per un contratto vero e innovativo". La prima conseguenza? Per il 12 novembre è stata proclamata a Roma la maratona del lavoro pubblico.

E sarà solo la prima tappa perché le organizzazioni sindacali si dicono pronti ad andare avanti con ogni forma di mobilitazione, fino alla firma di un contratto "che investa nelle persone e nella partecipazione dei cittadini al cambiamento dei servizi pubblici per il Paese". Al di là della delicata questione del rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, ci sono novità in arrivo per le partecipate pubbliche: è scattato il countdown per i nuovi tetti retributivi, con l'ultima soglia che dovrebbe scendere sotto i 100.000 euro, mentre sta per tornare nelle mani del governo la riforma dei servizi pubblici locali, da cui sarà però esclusa l'acqua.

Alla fine della settimana scadono infatti i termini per la presentazione del decreto che dividerà il mondo delle società a controllo pubblico in più fasce, fino a cinque, dalla extra-largè alla extrasmall si potrebbe dire. A ciascuna taglia sarà associato un massimo retributivo, fermo restando il limite dei 240.000 euro annui, equivalente al trattamento del primo presidente della Corte di Cassazione. Oggi le tipologie sono tre e l'ultima prevede come compenso top 120.000 euro, dal momento che si aggiunge un'altra fascia l'importo non potrà che scendere. Adesso, ed è così da fine 2013, le realtà più piccole, in termini di fatturato, investimenti e numero dipendenti, hanno un massimo dimezzato rispetto al limite invalicabile valido per le società più grandi (a paragone con il picco retributivo sono tre le gradazioni: 100%, 80% e 50%).

Domani con una differenziazione maggiore delle società, fino a cinque classi, è possibile che l'ultima soglia scivoli ad esempio al 40%, pari a 96.000 euro. Il decreto sui nuovi tetti potrebbe portare un po' di ritardo sulla scadenza del 23 ottobre, domenica prossima. Più facile che se ne riparli la prossima settimana.

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di Marianna Quatraro pubblicato il