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Tfa terzo ciclo: continuano i paradossi, le incertezze mentre migliaia insegnanti mancano ancora ad inizio anno

Il nuovo Tfa per l'abilitazione dei docenti, passaggio necessario per poter insegnare nelle scuole italiane, è sparito tra le nebbie.




L'Italia dei paradossi: vengono banditi concorsi per docenti, scattano piani di assunzioni, ma mancano insegnanti, soprattutto di sostegno e nelle scuole del nord. Il tutto mentre il nuovo Tfa per l'abilitazione, passaggio necessario per potersi mettere dietro a una cattedra, è sparito tra le nebbie. Stando ai numeri forniti da sindacati, sono circa 20.000 le cattedre senza prof e i tempi per il conferimento degli incarichi sono imprecisati. Così come lo sono in relazione alla pubblicazione del bando del Tfa terzo ciclo. A far discutere sono poi le parole del ministro dell'Istruzione, secondo cui siamo di fronte a un falso problema: "Sarebbe un disastro se fossimo a Natale".

Tfa a parte, le attenzioni ministeriali sono state in questi giorni catturate dall'alternanza scuola lavoro. Per attivare un'impresa formativa simulata si potrà fare riferimento ai soggetti che hanno sviluppato modelli di IFS che possono anche collegare le imprese virtuali in rete tra loro, come IG Student, Junior Achievement, la rete IFS realizzata dal Consorzio di scuole Confao, Simulimpresa, spesso dotati di proprie piattaforme informatiche accessibili da parte delle scuole. L'alternanza scuola lavoro può essere svolta anche presso enti no profit e associazioni di volontariato.

Non è prevista la presenza obbligatoria del tutor scolastico in azienda durante lo svolgimento. I suoi compiti di assistere e guidare lo studente nei percorsi di alternanza e verificarne il corretto svolgimento possono essere svolti a distanza, oppure durante incontri organizzati presso la scuola. L'importante è che lo studente in azienda sia seguito dal tutor formativo esterno designato dalla struttura ospitante, che ha il compito di assistere il giovane nel suo percorso di apprendimento attraverso il lavoro.

L'attività può essere svolta sia all'interno del monte ore annuale delle lezioni, sia in momenti diversi da quelli fissati dal calendario, per esempio di pomeriggio o anche d'estate, soprattutto nei casi in cui le strutture ospitanti sono caratterizzate da attività stagionali. Nell'ipotesi in cui i periodi di alternanza si svolgano durante l'attività didattica, essi concorrono, oltre che ai fini del raggiungimento del monte ore previsto dal progetto di alternanza, anche al calcolo del limite minimo di frequenza delle lezioni, pari ad almeno tre quarti dell'orario annuale personalizzato. Se i periodi di alternanza si svolgano, del tutto o in parte, durante la sospensione delle attività didattiche, la presenza dell'allievo registrata presso la struttura ospitante concorre alla validità del solo percorso di alternanza , che richiede la frequenza di almeno tre quarti del monte ore previsto dal progetto.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il