BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Cartelle Equitalia rottamazione Governo Renzi con decreto fiscale: come funziona ora dopo cambi, aggiunte nuove regole

Palazzo Chigi sembra aver deciso di includere anche le multe stradali tra quelle condonabili, al netto dell'importo per la violazione commessa.




Se c'è un capitolo all'interno della questione delle rottamazione delle cartelle Equitalia che sta facendo discutere è quella dell'inclusione delle multe stradali. Nella prima bozza questa possibilità era stata esclusa. Adesso è rientrata: le cartelle ricevute possono essere rottamate pagando solo l'importo previsto dalla violazione al codice della strada senza interessi e sanzioni. Nessuno sconto per quelle il cui capitale è formato dall'Iva all'importazione, il recupero di aiuti di Stato, i crediti da danno erariale per sentenze di condanna della magistratura contabile, le ammende e le sanzioni pecuniarie per provvedimenti e sentenze penali di condanna.

In merito alle modalità per mettersi in regola, il debitore può scegliere tra la domiciliazione bancaria che dovrà indicare nell'istanza di adesione; con i bollettini precompilati allegati alla comunicazione di risposta inviata dell'agente della riscossione con la rideterminazione degli importi dovuti; direttamente allo sportello. Versamenti fino a tre rate bimestrali di importo uguale.

In questo contesto e in attesa del decreto fiscale, si registra la marcia indietro sulla flat tax. Sulla voluntary disclosure, si punterebbe all'abbandono della imposta flat al 35% su contante e valori al portatore custoditi fuori dal circuito bancario e degli intermediari, tornando in sostanza all'antico, cioè alla voluntary del 2015. L'emersione dalle cassette di fatto andrebbe così a incrementare la dichiarazione annuale dei redditi del contribuente, applicandogli l'aliquota di competenza ovvero secondo la fascia di reddito complessiva.

Il problema di fondo per l'emersione del contante o delle cassette di sicurezza resta la dimostrazione, da un lato, della provenienza fiscale di quelle disponibilità cioè non devono provenire da reato, e, in seconda battuta, a quando risalgano. Il tutto, nell'ipotesi di Palazzo Chigi, cadrebbe sotto la diretta responsabilità del dichiarante che, dal momento in cui assevera i due requisiti per la regolarizzazione, si sottopone di fatto al controllo a posteriori dell'Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza. Nel testo del decreto legge verrebbe aumentata la pena per le mendaci dichiarazioni sull'emersione volontaria: nella prima edizione della voluntary il carcere oscillava tra 18 mesi e sei anni, mentre adesso, a fronte della delicatezza dell'operazione, a evidente rischio teorico di riciclaggio, si eleva il minimo a due anni di reclusione lasciando la pena massima a sei anni di carcere.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il