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Cartelle Equitalia 2017 rottamazione, limite contanti, evasione fiscale controlli e regole Governo Renzi

Verso l'abolizione di Equitalia e la rottamazione delle cartelle esattoriali. C'è già il primo via libera alle nuove regole.




Sono due le coordinate seguite dalla maggioranza nel definire le regole per la rottamazione delle cartelle Equitalia. La prima è quella della previsione di un maxisconto. La seconda è quella delle rate più lunghe. Il tutto si completa con l'azzeramento di sanzioni e interessi, la scomparsa del'aggio del 3%, il semaforo rosso ai pignoramenti e fino a sei anni per saldare il debito. La definizione delle cartelle, si legge nella bozza del provvedimento, si applica anche ai debiti a ruolo oggetto di rateizzazione, in corso o decaduta. In questo caso le posizioni potranno essere chiuse versando il residuo al netto di sanzioni e interessi. Il pagamento potrà avvenire anche compensando altri crediti fiscali o dei crediti commerciali verso la pubblica amministrazione.

La rottamazione delle cartelle non dovrebbe riguardare le multe stradali. O almeno questa è l'indicazione contenuta nelle prime bozze del provvedimento. Così come non sarà sanabile l'Iva non versata, in quanto si tratta di un contributo comunitario. Tuttavia, in attesa di notizie ufficiali e definitive, sembra che Palazzo Chigi abbia deciso di fare marcia indietro e di includere anche le multe stradali e l'Iva non versata. Non sembra invece esserci alcun dubbio sul fatto che con questo provvedimento potranno essere invece rottamate tutte le cartelle che riguardano tributi statali, contributi all'Istituto nazionale della previdenza sociale e all'assicurazione obbligatoria sul lavoro ovvero l'Inail.

Nel provvedimento di rottamazione delle cartelle di Equitalia sarà prevista anche una esimente penale. Se il procedimento non è ancora arrivato alla fase di dibattimento in primo grado, il processo potrà essere chiuso con l'adesione alla sanatoria. Alla comunicazione dell'istanza di definizione consegue la non attivabilità di nuove azioni esecutive e la sospensione di quelle avviate. Dalla medesima data restano sospesi tutti i termini di prescrizione e decadenza.

Dati alla mano, i carichi affidati a Equitalia ammontano a 1.058 miliardi di euro, di cui il 20,5% risulta annullato. Dei restanti 841 miliardi di euro, un terzo sono irrecuperabili perché fanno ad esempio riferimento a soggetti falliti o deceduti, imprese cessate, e circa 314 miliardi di euro sono posizioni per cui si sono tentate invano azioni esecutive. Al netto di altri 25 miliardi di euro rateizzati e di 81 miliardi di euro di riscosso, il magazzino residuo è di 85 miliardi di euro, di cui 34 miliardi di euro sotto i limiti legali per azioni cautelari ed esecutive. Di conseguenza, le posizioni si riducono a 51 miliardi di euro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il