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Tasse partita Iva, Pmi, imprese e studi di settore Governo Renzi 2017: per chi, cosa cambia, di quanto

Le novità più importanti per lavoratori autonomi e imprese varate dall'ultimo Consiglio dei ministri.




Sono diverse le novità fiscali da mettere in conto per il prossimo anno. L'Agenzia delle entrate, ad esempio, procederà alla chiusura delle partite Iva se nei tre anni precedenti non è stata svolta alcuna attività dal contribuente. Non è però prevista alcuna spesa a carico del contribuente. Dall'anno d'imposta 2017, poi, arrivano gli indici di affidabilità fiscale di imprese e lavoratori autonomi che prendono il posto degli studi di settore. Non solo lavoratori autonomi, particolarmente ricco è il capitolo dedicati alle imprese. I piani individuali di risparmio puntano a bloccare le tasse sui guadagni ottenuti da chi investe sull'obiettivo prioritario di rafforzare il capitale delle Pmi.

Le richieste del fisco si bloccheranno per chi mantiene l'investimento per almeno cinque anni, con un limite diversificato a seconda della tipologia di investitore. Dal primo gennaio 2017 diventa operativo il taglio Ires di tre punti scendendo dal 27,5% di oggi al 24%. La riduzione è stata disposta e finanziata con oltre 3 miliardi di euro dalla legge di stabilità varata lo scorso anno. Sulla nuova aliquota del 24% si posiziona anche la flat tax per società di persona e ditte individuali.

Per chi vive all'estero da almeno 10 anni e decide di spostare la residenza nel nostro Paese è stata studiata un'imposta a forfait da 100.000 euro, più 25.000 per ogni familiare, per l'ingresso nel regime fiscale speciale e che si aggiunge alla tassazione ordinaria per le entrate di origine italiana. Le partecipate, in fase di startup, da società quotate per almeno il 20% potranno monetizzare le perdite realizzate nei primi tre periodi d'imposta di attività cedendole alla capogruppo. Le perdite oggetto di cessione devono riferirsi, in ogni caso, a una nuova attività produttiva. In vigore per un altro anno il superammortamento al 140% dei beni acquistati dalle imprese, ai quali si aggiungono anche i software per la progettazione dei sistemi produttivi.

E debutta l'iperammortamento al 250% sui beni per l'automazione, i sistemi qualità e ambiente e i dispositivi per l'interattività. In arrivo anche la detassazione dei premi di produttività sia sotto il profilo degli importi (che passano da 2.000 a 3.000 euro) sia sotto quello della platea, che si estende a redditi fino a 80.000 euro. Prevista poi la decontribuzione sulle assunzioni di giovani dopo un periodo di alternanza scuola-lavoro. Anche per agevolare il ricambio generazionale all'interno delle imprese il governo ha messo in campo nella manovra anche l'Ape (Anticipo pensionistico) grazie al quale chi ha tra 63 e 65 anni potrà andare in pensione con 3 anni e 7 mesi di anticipo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il