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Pensioni ultime notizie opzione proroga donna alla concessione richiesta un vero ostacolo è la parità uomo-donna non decisa

Al centro delle contestazioni c'è l'opportunità che le donne hanno di prepensionarsi un anno prima rispetto agli uomini nel settore pubblico.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:05): E tra l'altro anche in questo caso il Governo Renzi si è andato a metterrsi nei problemi da solo in quanto, opoteva abbassare l'età dell'uomo e lasciare uguale quella della donna, in quant la Comunità non poneva vincoli su questo e avrebbe fato una ottima mossa di consenso che nelle ultime notizie e ultimissime sta cercando, invece, in modo molto più complicato

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:33): E capiamo che questo sia uno dei problemi reali per la mancata concessione delle novità per le pensioni perchè la Comunità l'ha sempre concesso e anzi è un meccanismo che nel breve termine consente forti e importanti risparmi da sottolineare e che da sempre sono apprezzati.  Entro qualche mese si doveva risolvere questo prblema nelle ultime notizie e ultimissime e invece malgrado tutto rimane sempre bloccato

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:40): A livello comunitario non si ragiona solo sull'equilibrio dei conti pubblici e sulle novità per le pensioni. Tra i tanti fascicoli aperti c'è quello relativa alla parità di trattamento di genere in ambito previdenziale. E tanto per cambiare, come abbiamo visto con le ultime e ultimissime notizie, i pareri con la maggioranza sono discordanti.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:01): Torna di nuovo d'attualità la procedura di infrazione avviata dalla Comunità nei confronti dell'Italia per la non osservazione del principio di parità di età tra uomini e donne che potrebbe per alcune indiscrezioni dalle ultime notizie e ultimissime essere uno dei motivi per cui la Comunità rimane restia nel concedere la proroga e la continuazione dell'opzione donna che finora ha sempre concesso.

La stretta attualità sul fronte della novità per le pensioni passa naturalmente dall'opzione proroga donna. Sono cioè in corso ricognizioni dal punto di vista economico e confronti da quello politico per capire quali possono essere i margini di trattativa per l'estensione della sperimentazione anche nel 2017. La richiesta delle lavoratrici potenzialmente destinatarie di questo provvedimento che andrebbe al di là del pacchetto sulle novità per le pensioni recentemente varato dalla maggioranza, è la concessione dell'opportunità del congedo qualche anno prima rispetto ai requisiti in vigore, ma rinunciando a una parte dell'assegno perché calcolato con il meno vantaggioso sistema contributivo.

Quest'ultimo è infatti basato sul versamento dei contributi effettivi versati dai lavoratori e non sulla media delle ultime retribuzione, così come è stato possibile in via esclusiva fino agli anni precedenti all'entrata in vigore del nuovo metodo. Di conseguenza, il congedo a vita privata per le lavoratrici sarebbe possibile a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi per le dipendenti o a 58 anni e 3 mesi per le autonome. In realtà, sullo sfondo rimane un altro delicato nodo da sciogliere ed quello delle differenze tra uomo e donna sul fronte dei prepensionamenti rispetto a cui la Comunità ha da tempo aperto una procedura d'infrazione con tanto di messa in mora per violazione delle norme sulla parità di trattamento tra uomini e donne.

Al centro delle contestazioni c'è l'opportunità che le donne hanno di prepensionarsi un anno prima rispetto agli uomini nel settore pubblico. Più precisamente, la legge previdenziale prevede un tetto minimo di contribuzione versata pari a 41 e 3 mesi per le donne e 42 e 3 mesi per gli uomini. La prospettiva della maggioranza è ben diversa poiché - è la tesi difensiva - con il cambio del sistema di calcolo dal retributivo al contributivo, le donne percepiscono una pensione più bassa in proporzione. Significa che nonostante la discrepanza di un anno, non ci sarebbe alcuna differenza di trattamento economico. Eppure non si tratta di una novità assoluta.

Già sei anni fa, una procedura di infrazione pressoché identica era stata avviata da parte della Comunità con richiesta di equiparazione dell'età pensionabile tra uomo e donna nel settore della pubblica amministrazione. In quel caso, la maggioranza di allora era espressamente intervenuta scrivendo la parole fine a questa vicenda, portando a a 65 anni il tetto di età minimo che le donne dovevano maturare a partire dal 2012.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il