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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni imitare i metodi in Europa già in vigore sarebbe il meglio

Ricalcare quanto fatto nel resto d’Europa per cambiare le attuali norme pensionistiche invece delle ultime e confuse novità per le pensioni annunciate




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:45): E tutte le nazioni o quasi in Europa hanno pensioni che richiedono età e contributi più bassi, ma non solo, hanno metodi semplici e già rodati, immediati per uscire anzitempo per chi lo desideri senza tutte le condizioni complesse che appaiono sempre più evidenti nelle novità per le pensioni che si stanno delineando nelle ultime notizie e ultimissime

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:47): Tutte le volte che si ha a che fare con le novità per le pensioni spunta inevitabile il confronto con quanto accade al di là dei confini nazionali. E in effetti un raffronto delle condizione conferma tutte le ultime notizie e ultimissime, ovvero come l'Italia sia tra i Paese in cui le pensioni siano tra le più rigide sia quelle "tradizionali" che come sistemi per smettere anzitempo

Sono anni ormai, oltre due, che si discute in Italia della necessità di cambiare le regole pensionistiche oggi in vigore perché troppo rigide, regole che hanno allungato l’età pensionabile per tutti e indistintamente e che hanno esteso a tutti il calcolo della pensione con sistema contributivo, salutando definitivamente il vecchio e decisamente più vantaggioso sistema retributivo. Si tratta di norme che, come ormai ben sappiamo, sono state messe a punto in tempi decisamente stretti e in un momento di contingenza economica che non lasciava altra scelta se non la rigidità per la buona tenuta dei conti pubblici. E infatti le attuali norme pensionistiche, stando alle stime confermate anche dalle ultime notizie, dovrebbero garantire risparmi per ben 80 miliardi di euro entro il 2021. E’ decisamente una cifra elevata, il motivo reale per cu probabilmente non si ha ancora il coraggio di modificare le attuali norme così come in tanti richiedono, con approvazione di sistemi di prepensionamento, come quota 100, quota 41, mini pensione per tutti, che abbasserebbero l’età pensionabile per tutti. E’ stato chiaramente detto che si tratta di novità per le pensioni che al momento non possono essere approvate perché troppo costose a fronte di un budget davvero ristretto su cui l’Italia può contare.

A causa della scarsa disponibilità economica, le uniche novità per le pensioni messe a punto dalla maggioranza e che si vorrebbero definitivamente inserire nel nuovo testo unico sono quelle di mini pensione e quota 41, sistemi che, come riportano le ultime notizie, continuano a non piacere e suscitare critiche e polemiche, perché troppo ristrette, limitanti, con molti paletti e non per tutti, che rischiano di rivelarsi l’ennesimo sbagliato investimento da parte della maggioranza, senza portare alcun vantaggio agli stessi lavoratori e senza riuscire a ristabilire quell’equità sociale tanto perseguita ma decisamente distante da questi meccanismi. Non si tratta, infatti, di novità per le pensioni universali per tutti e, considerando il costo zero solo per le categorie di persone svantaggiate come disabili, malati gravi, chi è rimasto senza occupazione o chi è impegnato in attività faticose, secondo le ultime notizie, potrebbe, al contrario, contribuire ad acuire le diseguaglianze sociali.

I tantissimi paletti e le tante condizioni poste da mini pensione e quota 41, che stanno solo suscitando grandi incertezze e confusione, come riportato dalle ultime e ultimissime notizie, avrebbero potuto essere superati se anche in Italia si fosse imitato ciò che succede negli altri Paesi d’Europa: stando alle ultime e ultimissime notizie, infatti, l’età media di pensionamento di tutti gli altri Paesi comunitaria è di circa 65 anni. Per fare qualche esempio, in Belgio uomini e donne vanno in pensione a 65 anni, esattamente come in Danimarca, nel Regno Unito, a Cipro, in Spagna, Romania, Slovenia, Svizzera; età ancor più bassa in Ungheria dove il requisito anagrafico per andare in pensione per tutti è di 63 anni così come nella Repubblica Ceca, in Finlandia e in Lituania. In Francia, in Slovacchia e a Malta si va in pensione, invece, a 62 anni.

Si tratta di norme pensionistiche messe a punto per tutti senza alcuna distinzione e con determinate specificità per chi è impegnato in occupazioni faticose o è rimasto senza impiego. Di base, però, i cambiamenti delle regole previdenziali sono stati fatti per tutti in modo da eguagliare i lavoratori senza creare alcuna distinzione e soprattutto senza creare quelle confusioni che al momento nel nostro Paese stanno suscitando quota 41 e mini pensione. Sono, infatti, novità per le pensioni che, contrariamente, a quanto avviene negli altri Paesi, non allineano i pensionamenti per tutti ma creano ancora molte distinzione tra le diverse categorie di lavoratori.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il