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Rinnovo contratti dipendenti pubblici, statali: preoccupazione per emendamenti, tempi molto stretti

I ritardi dell'arrivo in Aula della legge di Bilancio restringe i tempi per la predisposizione degi emendamenti.




Sarà perché sull'intero impianto della legge di Bilancio si staglia l'ombra del giudizio della Comunità o anche per il voto costituzionale di dicembre che sembra filtrare ogni decisione, ma sta tardando l'approdo in Aula del testo definitivo. Al suo interno sono contenuti anche quei 600 milioni di euro destinati al rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici e a sommarsi ai 300 milioni già stanziati con la precedente legge di stabilità. Ma sul modo in cui saranno spesi c'è ancora una grande incertezza. Si parla di reddito, produttività e merito, ma non si capisce bene come possano tradursi nella pratica, anche perché le trattative vere e proprie non sono mai iniziate.

Il tutto mentre i ritardi dell'arrivo in Aula della legge di Bilancio restringe i tempi per la predisposizione degi emendamenti, costringendo il parlamento alla solita corsa contro il tempo. Eppure su altri versanti della pubblica amministrazione si registra invece maggiore solerzia. Ad esempio è il caso della riforma dei servizi pubblici locali, firmata Madia, ormai vicina a tagliare il traguardo e il testo che riapproderà entro un mese in Consiglio dei ministri non sarà del tutto uguale a quello originale, varato a inizio anno. In settimana è infatti finito il lavoro di Camera e Senato sul decreto e le condizioni poste per il via libera non sono poche, una decina per ciascun ramo del Parlamento.

Non solo, lo stesso governo si è detto pronto ad accogliere i suggerimenti e già da tempo ha fatto sapere che verrà eliminato ogni riferimento all'acqua, per mettere al riparo da ogni fraintendimento circa il rischio di privatizzazione. Dovrebbe invece essere confermato e addirittura rafforzato il punto più dibattuto dell'intero decreto: il rimborso del biglietto per il bus che ritarda. L'impianto del decreto comunque non sarà stravolto e rimane l'obiettivo di dare un quadro omogeneo a un settore, quello dei servizi pubblici locali, finora oggetto di interventi disorganici, si legge nella relazione che accompagna il provvedimento attuativo della delega Madia.

Il governo mira quindi a semplificare e riordinare la materia, cosa che trova il parere favorevole di deputati e senatori, che però pongono precisi rilievi. Paletti che se non considerati nella nuova versione del decreto costringeranno a un ulteriore passaggio parlamentare. Nello specifico, c'è l'accordo a sopprimere dal testo le disposizioni riguardanti la disciplina del servizio idrico, per cui nulla cambierebbe, nel pieno rispetto del referendum che ha sancito l'acqua come bene pubblico.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il