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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41 miglioramenti effettivi davvero con Governo Renzi sconfitto referendum

Effetti e conseguenze dell’esito del referendum costituzionale del prossimo dicembre sulle novità per le pensioni: nuovi tempi di discussione e cosa aspettarsi




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:20):  Dall'altra parte, se prendiamoa d esempio le novità per le pensioni, è tutto anche negli stesis atti ufficiali molto da decidere e quindi una vittoria del no potrebbe fare in modo che le migliori condizioni si possano ottenere, menrte dall'altra parte una risutato favorevole potrebbe rimettere tutto nei piani prestabiliti con la Comunità. Ma potrebbe anche on accadere nulla di questo con un risultato influente grazie al sostegno del Partito della Nazione.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:30): La lettura del percorso delle novità per le pensioni continua a proseguire su due piani paralleli. Da una parte c'è quello del merito delle stesse novità per le pensioni, rispetto a cui le ultime e ultimissime notizie svelano nuovi chiarimenti in merito a budget e modalità di accesso alle mini pensioni. Dall'altra ogni prospettiva è pur sempre legata all'esito del voto di dicembre soprattutto dopo le decisioni comunitarie delle ultime e ultimissime notizie

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:33): Non c'è dubbio che le principali attenzione sono catturate dal voto costituzionale di dicembre. E non è affatto un caso, come è spuntato fuori dalle ultime e ultimissime notizie, che la Comunità abbia deciso di rinviare il giudizio, con implicazioni anche per il percorso delle novità per le pensioni, a dopo le urne

Quali ulteriori novità per le pensioni potrebbero arrivare entro la fine dell’anno? E quali conseguenze potrebbe avere l’esito del referendum costituzionale di dicembre sui provvedimenti da approvare entro la fine dell’anno e sull’andamento dello stesso governo Renzi? Le discussioni finali sulle misure del testo unico dovrebbero slittare, rispetto ai tempi inizialmente previsti, al termine del voto costituzionale. Dopo la presentazione ufficiale delle prime bozze e dei miglioramenti che saranno presentati, stando alle ultime notizie, le discussioni dovrebbero protrarsi fino al 27 novembre per poi bloccarsi per lasciar spazio al voto costituzionale che è in programma il 4 dicembre. Solo dal 5 in poi, dunque, e forse anche quale giorno dopo, si tornerà a discutere dei provvedimenti che dovrebbero rientrare nel nuovo testo unico che sarà approvato entro il 31 dicembre. Si tratta di nuovi tempi che potrebbero rivelarsi importanti per il governo Renzi, soprattutto guardando alla Comunità. Nell’attesa che si arrivi all’esito delle trattative per la concessione dell’extra budget, la Comunità si prepara ad inviare la missiva al nostro Paese per la revisione delle misure attualmente inserite nel testo unico, sarebbero troppi provvedimenti una tantum, cosa che non sembra andar bene alla Comunità. Ma con le discussioni post voto, la situazione potrebbe decisamente cambiare.

Se dovesse vincere il sì, le misure tantum potrebbero diminuire, soprattutto dopo le richieste comunitarie, ma la maggioranza sarebbe più forte, il premier continuerebbe a pensare di star lavorando nel modo giusto, per cui non è detto che si interverrà effettivamente sulle misure una tantum. Ma se al referendum dovesse vincere il no, sarebbe allora possibile che la Comunità permetta all’Italia di andare avanti come le stesse misure una tantum, novità per le pensioni comprese, considerando che mini pensione e quota 41 saranno sperimentali per tre anni e non strutturali né universali per tutti. al momento nel mirino ma soprattutto per garantire la tenuta dello stesso governo, perché con la vittoria del no probabilmente gli equilibri politici, già al momento piuttosto precari come confermano le ultime e ultimissime notizie, potrebbero venire meno e si tratterebbe di una situazione che di certo il nostro Paese non può permettersi di vivere al momento, perché è necessaria una certa stabilità per definire in maniera certa e sicura i provvedimenti importanti per il rilancio dell’economia del nostro Paese.

E nel clima di incertezza politica che potrebbe derivare dalla vittoria del no al referendum di dicembre potrebbero emergere nuove forze come quella del Partito della Nazione che, stando alle ultime notizie, si sta affermando come probabile forza alternativa alla stessa maggioranza che avrebbe importante impatto su diverse misure, da quelle sociali alle novità per le pensioni che da sempre sostiene. Ma non solo: vista la sua crescente importanza, in un momento di transizione come quello che il governo potrebbe ritrovarsi ad affrontare in seguito alla vittoria del no, il Partito della Nazione, riuscirebbe, secondo le ultime notizie, a porsi come una sorta di compromesso tra quella maggioranza che comunque non cambierebbe e da cui non arriverebbe alcuna dimissione, come del resto confermato dallo stesso premier, e l'opposizione interna che invece acclamerebbe dimissioni e cambiamenti.

Il Partito della Nazione, ponendosi come alternativa a maggioranza ed eventuale caso che potrebbe derivare dalla vittoria del no, potrebbe riuscire a mantenere tutto, se non in perfetto, quanto meno in equilibrio, salvaguardando anche le novità per le pensioni che, seppur inferiori, limitate e ristrette, al momento sono state definite e annunciate, anche se in merito si attendono ancora ulteriori, e si spera ultimi, chiarimenti. Di certo comunque c’è che i testi finali ufficiali con le misure da approvare entro la fine dell’anno si conosceranno comunque dopo il referendum che si terrà il prossimo 4 dicembre.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il