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Rinnovo contratti statali, dipendenti pubblici, forze di polizia, vigili: la verità tutta dopo referendum

In caso di vittoria del sì, la maggioranza a Palazzo Chigi avrebbe più forza anche in sede di contrattazione per il rinnovo del contratto degli statali.




Per il settore del pubblico impiego è prevista nella legge di Bilancio lo sblocco del contratto, fermo dal 2009 e la stabilizzazione del bonus da 80 euro per le forze di polizia. La facoltà di assumere personale va oltre il blocco del turn over. Le risorse messe a disposizione potrebbero arrivare a circa 400 milioni di euro. Sull'intero impianto, però, si attende il via libera della Commissione europea. Ma come riferito dalle ultime notizie, non arriverà prima del voto costituzionale e dunque dopo il 4 dicembre. Succede allora che in caso di vittoria del sì, la maggioranza a Palazzo Chigi avrebbe maggiori margini di manovra per impostare l'azione di governo e avrebbe più forza anche in sede di contrattazione per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici.

In caso contrario la legittimazione verrebbe meno e gl scenari sono imprevedibili. In questo contesto la lettera da Bruxelles, data per scontata ieri mattina, non arriva. E il premier continua il suo fuoco di sbarramento ai rilievi della Unione europea: nella legge di Bilancio, ha scritto ieri nella sua newsletter informativa, ci sono "diverse buone notizie" che "sono state possibili nonostante un lavoro incredibile di abbassamento del deficit visto che siamo a 2,3%, il livello più basso degli ultimi dieci anni". L'invio all'Italia della richiesta di chiarimenti della Commissione europea è progressivamente slittato, ieri, forse per limarne la formulazione sapendo che sarà resa pubblica.

Nel frattempo Renzi ribadisce che "la manovra non cambia. La lettera arriverà", ha detto il premier, "e riguarderà una serie di Paesi per alcune differenze minimali ma non è la cosa più importante, noi abbiamo fatto le cose in regola, l'Italia rispetta totalmente le regole. Non mi faccio dire da qualche tecnocrate di turno che non devo mettere a posto le scuole". Ma secondo le poche indiscrezioni trapelate, la Commissione, è rimasta spiazzata anche dalle ultime uscite di Renzi e Padoan, specie a fronte della disponibilità mostrata a trovare una soluzione di compromesso. In particolare il ministro avrebbe stupito dicendo che un no sarebbe per per l'Unione europea "l'inizio della fine".

Comunque le lettere in partenza da Bruxelles sarebbero in totale sette. Destinatari, oltre all'Italia, Belgio, Spagna, Portogallo, Estonia, Francia e Olanda. "Il tono della lettera non dovrebbe essere conflittuale", si assicura. Ma si chiederanno "modifiche" agli interventi una tantum previsti dalla manovra. Inoltre, Bruxelles non considera eccezionali e quindi fuori deficit, le spese per il piano nazionale di salvaguardia antisismico, mentre lo sarebbero quelle dirette per la ricostruzione e quelle per i migranti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il