Assicurazioni auto per giovani sotto i 30 anni: la lancia Unipol e si chiama “Young Unibox”

Intestare ai genitori la polizza sembra l’unica via possibile ma certo la soluzione non soddisfa le esigenze dei consumatori in genere



Scapestrati, indisciplinati e incoscienti gli under 30 alla guida non piacciono alle assicurazioni. Basta chiedere ad un qualsiasi genitore con figli, diciotto-ventenni, per apprendere da queste famiglie come sia divenuto impossibile assicurare l’auto alla prole, stante le tariffe capestro praticate dalle Compagnie di Assicurazione.

Intestare ai genitori la polizza sembra l’unica via possibile ma certo la soluzione non soddisfa le esigenze dei consumatori in genere.

Unica nel suo genere l’offerta di Unipol si rivolge proprio ai giovanissimi con tariffe ragionevoli, concedendo fiducia anche ai più inesperti. Si chiama “Young Unibox” la nuova propsta assicurativa che fa salire in auto un apparecchietto delle dimensioni di un pacchetto di sigarette che registra tutto quanto accade nell’auto in marcia, una vera piccola scatola nera, che appunta, scrupolosamente, i chilometri percorsi nei diversi momenti della giornata e, fatto importante, in caso di urto, serio, manda un SOS ad una centrale operativa che si mette in contatto con il cliente per accertarsi delle sue condizioni.

Visto che i giovani sono coinvolti rispetto agli adulti, 30 volte di più in incidenti stradali, ecco che la polizza Unipol svolge un duplice scopo importante; il primo, tutelare il conducente in caso di incidente facendo in modo che i soccorritori si portino sul luogo del sinistro nel minor tempo possibile, il secondo, calmierare le tariffe, se si pensa che un neopatentato a Roma con una polizza classica paga anche 3 mila euro per RC-Auto e rischi diversi per una vettura media, contro i 1.760 di Bologna; con la polizza Young il risparmio, invece è di non meno del 30%.

” Tra non molto - ha spiegato Federico Corradini direttore centrale tecnico di Unipol assicurazioni - svilupperemo anche polizze che facciano pagare al cliente le tariffe in base ai chilometri realmente percorsi”.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il