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Tfa terzo ciclo: tra smentite e conferme entrambe da fonti autorevoli e importanti

Ci sono ancora tanti punti interrogativi in relazione all'attivazione del nuovo Tfa ordinario.




Continua a non esserci traccia del Tfa terzo ciclo nei documenti ufficiali. La sola conferma sui lavori in corso da parte del Miur arriva da dichiarazioni strappate in via informale a sottosegretari, allo stesso ministro e a esponenti sindacali, ma di concreto non c'è ancora nulla. Di ufficiale c'è però l'atto di indirizzo concernente l'individuazione delle priorità politiche elaborato dal dicastero di Viale Trastevere, in cui non c'è traccia del Tfa terzo ciclo. E il tutto mentre i tempi di allungano settimana dopo settimana e i dubbi sul Tfa sono maggiori delle certezze e delle speranze.

A proposito di formazione, secondo il Ministero dell'Istruzione, è fondamentale migliorare e potenziare i risultati di apprendimento degli studenti attraverso processi di innovazione didattica anche in un'ottica internazionale. E ancora, per come è stato indicato nell'atto di indirizzo concernente l'individuazione delle priorità politiche: sostenere in modo sistematico la flessibilità scolastica curricolare, attraverso formati e modelli didattici innovativi e aperti; realizzare il collegamento tra l'acquisizione delle competenze di cittadinanza al concetto di cittadinanza globale, legando lo sviluppo delle competenze alla piena comprensione delle sfide globali; potenziare.

Tra le priorità finiscono anche espandere e valorizzare l'alternanza scuola-lavoro e l'apprendistato quali momenti essenziali nell'ottica di orientamento, apprendimento permanente e sviluppo dell'occupazione per gli studenti degli istituti secondari di secondo grado appartenenti al sistema nazionale di istruzione; rafforzare la filiera tecnico-scientifica comprensiva della formazione tecnica superiore. Nella lista finisce anche la volontà di dare efficace attuazione alla strategia del Programma nazionale per la ricerca e alla programmazione comunitaria attraverso una sinergia virtuosa con Regioni e stakeholders del sistema ricerca, in particolare, con riferimento agli EPR.

Interessante è anche il passaggio sull'autonomia responsabile delle istituzioni della formazione superiore ovvero favorire la capacità delle istituzioni della formazione superiore di elaborare e realizzare una programmazione strategica che valorizzi le priorità autonomamente definite dagli istituti stessi coerentemente con le linee di indirizzo definite a livello ministeriale; garantire l'accesso alla formazione post secondaria, universitaria e non, degli studenti bisognosi e meritevoli. Infine, segnaliamo la promozione del diritto allo studio nel sistema della formazione superiore e la mobilità di studenti e docenti incentivando la crescita e l'internazionalizzazione dell’intero sistema della formazione superiore.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il