Economia italiana: Pil sotto la media europea, occupazione in ripresa, mutui e debiti rallentano

La crisi dei mutui sub prime non sembra aver mutato nella sostanza la crescita attesa dell'economia mondiale



La crisi dei mutui sub prime non sembra aver mutato nella sostanza la crescita attesa dell'economia mondiale. E' quanto afferma la Banca d'Italia nel Bollettino Economico oggi pubblicato nel quale affronta il tema della crisi statunitense nella sezione dedicata all'economia internazionale. Secondo l'istituto la turbolenza si è diffusa rapidamente ad altri paesi, soprattutto tra gli europei, determinando un aumento generalizzato dei premi per il rischio; un forte, seppure temporaneo, calo dei corsi azionari; una brusca caduta degli scambi in vari comparti del mercato monetario, per la percezione di un acuito rischio di controparte; più in generale, una maggiore cautela degli intermediari nell'offrire credito.

La crisi, comunque, non sembra aver mutato nella sostanza la crescita attesa dell'economia mondiale, peraltro rivista al ribasso per il prossimo anno, su valori ora al di sotto del 5 percento, dai principali previsori.

Pil

Dopo il rallentamento del primo trimestre, in primavera il Pil in Italia ha ristagnato. I principali previsori indicano ora per l'economia italiana tassi medi di crescita al di sotto del 2 per cento nel 2007 e tra l'1,3 e l'1,5 per cento nel 2008.

Inflazione

La dinamica dei prezzi nel corso dei primi nove mesi del 2007 è rimasta costantemente inferiore al 2 per cento in termini tendenziali, limitata dalla contenuta dinamica dei costi interni, dalle deboli pressioni dal lato della domanda e dall'apprezzamento dell'euro. Secondo Bankitalia il quadro inflazionistico rimane nell'insieme favorevole.

Conti pubblici

Dal 2006 la situazione dei conti pubblici ha segnato un progressivo miglioramento per effetto del forte aumento del gettito fiscale, connesso anche con il recupero di aree di evasione ed elusione. Nel 2007 la pressione fiscale supererà di due punti percentuali quella del 2005. Nel 2008 rimarrà stabile, su un livello relativamente elevato nel confronto internazionale. Dopo il miglioramento conseguito nel 2006, i progressi nella riduzione degli squilibri di bilancio sono modesti. La riduzione dell'indebitamento netto al di sotto del 3 per cento del PIL pone le basi perla chiusura della procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti dell'Italia; gli interventi necessari per raggiungere il pareggio sono rinviati al triennio 2009-2011.

Consumi

Nei primi sei mesi del 2007 i consumi delle famiglie hanno accelerato a oltre il 2 per cento in ragione annua rispetto al semestre precedente, ma si moltiplicano i segni di rallentamento. L'istituto parla di un "atteggiamento prudente" da parte degli italiani. I recenti dati sulle vendite al dettaglio nella piccola e grande distribuzione prefigurano una prosecuzione nel terzo trimestre del calo dei consumi di beni alimentari. In calo anche le immatricolazioni in seguito al venire meno degli incentivi governativi.

Indebitamento delle famiglie

Rallenta l'indebitamento delle famiglie pur continuando a crescere a ritmi elevati. Hanno decelerato sia i mutui per l'acquisto di abitazioni (9,5 per cento sui dodici mesi precedenti, contro 12,6 nel dicembre del 2006), sia il credito al consumo (9,9 contro 13 per cento). Nello scorso giugno il rapporto tra debito e reddito disponibile ha quasi raggiunto il 49 per cento, quasi due punti più che alla fine del 2006.

Occupazione

L'occupazione ha ripreso la tendenza positiva interrottasi lo scorso anno. L'aumento del numero di posti di lavoro nella prima metà dell'anno ha riguardato soprattutto il Centro Nord, dove il tasso di disoccupazione è sceso su livelli storicamente assai bassi.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il