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Pensioni ultime notizie svantaggio novità o favorevoli referendum per novità mini pensioni, quota 41, quota 100

C'è un legame più stretto di quel che sembra tra le novità per le pensioni allo studio e il referendum d'autunno.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:47): E nell'attività legislativa bloccata c'era ad esempio il Dl concorrenza che può e poteva portare novità per l pensioni importanti anche migliori rispetto a quello delle mini pensioni e quota 41. E queste stesse novità per le pensioni come ormai risulta chiaro dalle ultime notizie e ultimissime, sono state sacrificate sull'altare di decisioni per le pensioni dedicate a chi è già pensionato per spostare, come dicono alcuni analisti, 2-4 milioni di voti

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:15):  Al momento il referendum che si poteva pensare potesse portare a novità per le pensioni favorevoli ha portato come ben evidenziato dalle ultime notizie e ultimissime due effetti assolutamenti contrari e sfavorevoli non solo per le pensioni per le pensioni. Da una parte si è bloccata tutta l'attivuità legislativa, mentre dall'altra sono stati promossi tanti "contentini" che, però, per le novità per le pensioni hanno avuto come soggetti i già pensionati e non chi chiedeva di voler smettere anzitempo ancora una volta di fatto non considerati o considerati molto poco.

C'è il referendum d'autunno da seguire con attenzione anche in ottica novità per le pensioni. Di certo c'è che la maggioranza a Palazzo Chigi non vuole uscire sconfitta da questa chiamata al voto. E anche se il premier ha fatto un passo indietro rispetto al suo possibile abbandono in caso di sconfitta, l'impatto politico, sia se dovesse prevalere il sì e sia se dovesse vincere il no, sarà evidente. E quanto ci tenga è dimostrato dalla recente stretta di mano tra Maria Elena Boschi, ministra senza portafoglio per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il parlamento con delega all'attuazione del programma e Annamaria Furlan, segretario generale Cisl, per votare sì proprio nei giorni delle trattative sulle novità per le pensioni.

Ma fino a che punto nelle trattative sotterranee l'esecutivo potrà spingersi sulle novità per le pensioni? Su tavolo dei conti pubblici, Palazzo Chigi non sarebbe disponibile ad andare al di là di 1,5 miliardi di euro ovvero una cifra contenuta che non consentirà ampi spazi di manovra, soprattutto considerando tutte le ipotesi in ballo. Si punta innanzitutto a consentire l'uscita dal lavoro prima del raggiungimento del requisito di vecchiaia previsto dalla norme attualmente in vigore, ma con un massimo di tre anni prima. Potranno beneficiare solo gli over 63 ovvero nel 2017 i nati tra il 1951 e il 1953; nel 2018 anche i nati nel 1954 e nel 2019 i nati 1955.

Il piano dovrebbe interessare tutti i lavoratori, anche pubblici con una configurazione differenziata a seconda di tre categorie: uscite volontarie, per le quali il taglio dell'assegno dovrebbe essere più alto; disoccupati di lungo corso, che dovrebbero essere maggiormente tutelati; lavoratori interessati in piani di ristrutturazione aziendale per i quali potrebbe essere richiesto un contributo all'impresa. Il meccanismo automatico di adeguamento dei requisiti di pensionamento legato all'aspettativa di vita verrebbe sterilizzato per i lavoratori esposti ad attività faticose per i quali sono allo studio semplificazioni. Dal 2019 l'aggiornamento dell'aspettativa di vita passa da una cadenza triennale a una biennale.

Sul piatto anche una misura finalizzata a garantire il cumulo gratis per tutti anche per andare in pensione. In particolare si punterebbe a cancellare il vincolo del requisito minimo in una singola gestione che non consente la ricongiunzione gratuita. Tra le altre soluzioni allo studio c'è un intervento per chi ha iniziato a lavorare da giovanissimo ovvero coloro che hanno lavorato uno o più anni tra 14 e 18 anni di età. La misura consiste nel riconoscimento di un contributivo figurativo tra 4 e 6 mesi l'anno per consentire un ritiro a quota 41 anni ovvero con 41 anni di contributi complessivi versati e senza tenere conto dell'età anagrafica.

In agenda, infine, interventi fiscali anche in ottica pensioni. In particolare è allo studio un nuovo allargamento della no tax area per i pensionati ovvero della soglia di reddito entro la quale i pensionati non sono tenuti a versare l'Irpef, già portata da 7.750 euro a 8.000 euro per gli over 75 anni e da 7.500 euro a 7.750 euro per gli under 75.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il