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Tfa terzo ciclo: novità questa settimana

Le attenzioni del mondo della scuola sembrano essere rivolte altrove. Per ora non decolla il progetto del nuovo Tfa ordinario.




Ancora una settimana a vuoto per il Tfa terzo ciclo e un altro mese è volato via. Intendiamoci: il nuovo Tirocinio formativo attivo non è stato avviato e del bando non c'è ancora traccia. Tuttavia da fonti sindacali e ministeriali sono arrivate timide conferme sull'avvio dei lavori. Dove porteranno e soprattutto quando saranno disponibili i frutti, è tutto da vedere. In ogni caso, che un nuovo Tfa ordinario si farà sembra pressoché scontato. A giustificazione di questo ritardo, sembrano valere poche le giustificazione sulle tante emergenze che sta affrontando la scuola, dalle nuove assunzioni al piano di mobilità, perché ormai il grosso dei lavori è alle spalle.

Si attendono conferme anche in relazione ai requisti per la partecipazione al Tfa 2016. Al pari dello scorso anno, dovrebbe essere necessario il possesso di una laurea vecchio ordinamento con tanto di esami necessari all'insegnamento, una laurea specialistica riconosciuta e crediti necessari all'insegnamento, o un diploma Isef valido per l'insegnamento di Scienze Motorie. In questo contesto arriva l'indicazione che non si cambiano le regole del gioco a partita iniziata. A giugno gli studenti del quinto anno delle Superiori affronteranno la Maturità nella versione attuale.

Parola del ministro dell'Istruzione Stefania Giannini. "Non c'è alcun cambiamento in vista per l'esame di Maturità del prossimo giugno. Soprattutto per quanto riguarda la composizione delle commissioni" ha assicurato la titolare del dicastero di viale Trastevere riferendosi a notizie di stampa secondo cui già a giugno debutterebbe l’esame di stato riformato con commissari soltanto interni e due sole prove scritte nazionali. "La legge delega in materia di valutazione è ancora oggetto di consultazioni e non esistono testi definitivi", spiega il ministro, assicurando che ogni novità sarà comunicata per tempo "nel rispetto di migliaia di insegnanti, di studenti e delle loro famiglie".

Sulla questione sono già al lavoro da tempo esperti. Le decisioni non saranno d'imperio, ma frutto di una consultazione dal basso, soprattutto sulla questione dei voti, lettere invece di numeri per gli studenti più giovani. Che la Maturità abbia bisogno di un restyling il ministro lo aveva confermato anche in occasione dell'ultimo esame di Stato. Le associazioni studentesche sono comunque in allarme. "Siamo preoccupati per alcune considerazioni emerse" afferma Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi, che aggiunge: "È fondamentale che la valutazione tenga conto del percorso degli ultimi tre anni, e non solo dell’anno della maturità".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il