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Rinnovo dipendenti pubblici, statali, forze ordine come continua confronto tra maggioranza, opposizioni, forze sociali

Le tre sigle di categoria hanno già predisposto per il 12 novembre a Roma la maratona del lavoro pubblico.




AGGIORNAMENTO: Analizziamo e vediamo come prosegue il confronto per le novità per il rinnovo e il contratti degli statali ma polizia, militaria, forze dell'ordine con le novità e le ultime notizie e ultimissime e aggiornamenti

Se non è scontro aperto tra Palazzo Chigi e forze sociali poco ci manca. La questione del rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici è la partita più grossa. Le contestazioni sono essenzialmente tre: il poco budget messo a disposizione (circa 900 milioni di euro) per aumentare gli stipendi degli statali, le incertezze sulle modalità di distribuzione di questa somma e i ritardi nell'avvio delle trattative. Succede allora che le tre sigle di categoria hanno già predisposto per il 12 novembre a Roma la maratona del lavoro pubblico. Non solo ma 5 giorni prima è in calendario lo stato di agitazione di tutto il personale dei Centri per l'impiego a livello nazionale davanti al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La questione del rinnovo del contratto degli statali va inquadrata nel contesto della delicata partita della legge di Bilancio, su cui arriva il no alla drammatizzazione. Non c'è alcun bastone che aspetta l'Italia ma l'obiettivo è di arrivare a una soluzione sui conti che non tornano con il dialogo. Si tratta del messaggio distensivo che cerca di mandare la Commissione europea dopo l'invio della lettera a Roma in cui, nero su bianco, ha evidenziato come ci sia uno scarto tra gli impegni presi a maggio scorso e il nuovo piano di bilancio. Lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi torna a difendere la legittimità della manovra e avverte: "Non c'è nessun punto dolente". Resta comunque il problema dell'aggiustamento strutturale, su cui, ne resta convinto il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, si può "chiudere d'amore e d'accordo".

A sostenere Renzi è pure il Financial Times online, secondo il quale "il premier ha ragione. Il tentativo prematuro di comprimere il deficit ora sarebbe controproducente". "Questa Commissione non considera il bastone e le punizioni la sua filosofia", getta acqua sul fuoco il commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici, "se possiamo evitare le punizioni è sempre meglio".

Il nodo resta, e per Bruxelles è il non rispetto degli impegni presi a maggio dall'Italia: "Abbiamo notato che esiste uno scarto tra l'aggiustamento strutturale chiesto dal Consiglio e le cifre presentate" ora dal Dbp. Si tratta del famoso "zerovirgola" che sta mettendo in difficoltà la Commissione: l'Italia lo scorso maggio si era impegnata, in cambio della flessibilità, a riportare in carreggiata il deficit strutturale dello 0,15-0,2% nella legge di Bilancio 2017. Un aggiustamento minimo ma necessario per evitare procedure per debito eccessivo. Invece nel Dbp di quest'anno lo sforzo è addirittura negativo, con un deficit strutturale che anziché diminuire aumenta dall'1,2% all'1,6%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il