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Pensioni ultime notizie giovedì ci sono già pronti, efficia e permessi metodi e sistemi da Hollande, Rajoy

Regole pensionistiche per tutti dalla Spagna e dalla Francia Rajoy, Hollande e novità per le pensioni in discussione nel nostro Paese: meglio adeguarsi agli altri Paesi




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:36): ecco ulteriori esempi per le novità per le pensioni di quello che si diceva sotto

Romania 65 anni - uomini e donne
Spagna 65 anni - uomini e donne
Belgio – 65 anni uomini e donne
Regno Unito - 65 anni uomini e donne
Svizzera - uomini 65 - donne 64

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:07): E anche chi ha aumentato a 65 anni le novità per le pensioni, sono sempre meno dei nostri 67 anni e in un futuro nemmeno troppo lontano dei 69 anni. E in tutte o quasi queste nazioni vi sono dei permessi che permettono di uscire anzitempo con un onere ma chiaro e fisso che vale per tutti.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:07): Iniziamo a fare una breve panoramica, prima semplice, poi via via più approfondita su cosa succede nel resto della Comunità, dove molte di queste condizioni potrebbero ispirare novità per le pensioni sia radicali che migliorative avendone bisongo di entrambe pur a livello logico in tempi diversi come mostrano chiaramente le ultime notizie e ultimissime:

Svezia - dai 61 ai 67 anni uomini e donne
Francia - 62 anni uomini e donne
Austria – uomini 65 anni – donne 60 anni
Estonia - uomini 63 anni – donne 62 anni
Lituania - uomini 63 anni - donne 61
Ungheria - 63 anni uomini e donne
Finlandia - dai 63 ai 68 anni (a proprio piacimento)

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:07): Il problema vero è che si vogliono addossare le colpe alla Comunità come dalle ultime notizie e ultimissime quando nessuno vuole dire degli elementi fondamentali per le novità per le pensioni che vengono taciuti per convenienza. Il primo come abbiamo visto è che le pensioni nelle altre nazioni funzionano meglio e sono più a misura d'uomo. Il secondo che sono state cambiate anche di recente, o comunque, non toccate e hanno portato dei miglioramenti. Il terzo punto è che non si vuol o non conviene spiegare il nostro sistema creando confusione apposta tra sostegni e pensioni, senza le divisioni che tutti vorrebbero o fare le certificazioni richieste da diversi esponenti, per nascondere che i risparmi ottenuti dalle novità per le pensioni lacrime e sangue Monti sono servite per altri scopi.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:32): E non che abbiamo solo la Spagna o la Francia da dove poteva prendere spunto per le novità per le pensioni, ma anche la Germania o la Gran Bretagna. Soprattutto la Germania e la Francia nelle ultime notizie e ultimissime sono stato protagoniste con decisioni appena presa sulle novità per le pensioni tutte o stabili o addirittura migliorative (e molte meglio ovviamente delle nostre) tanto che visto sono tutte prese ora nessuno, anche per questa ragione in più, le potrebbe contestare

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:47): Sappiamo che a noi come popolo ci piace fare le cose più complicate di tutti, ma sarebbe stato così difficile per le novità per le pensioni seguire gli esempi di chi ha già fatto quello che veniva richiesto dalla Comunità, dopo che nessuno nella Comunità ha protestato su ciò che è stato deciso e che le ultime notizie e ultimissime sembrano confermare che tutto vada bene e che non ci siano gravi problemi. Anche perchè le condizioni peggiori al momento sia per le pensioni che per le novità per le pensioni stesse le abbiamo noi e non sono così giustificabili rispetto alle nazioni, spesso messe anche peggio di noi, come da ultime notizie e ultimissime.

Nella Spagna del premier uscente Rajoy, che ha già dichiarato di una crescita per il 2016 della Spagna quattro volte superiore a quella dell’Italia e il doppio della Francia, nulla dovrebbe essere toccato per quanto riguarda le pensioni, che sono soggette già a condizioni decisamente più vantaggiose rispetto a quelle al momento vigenti in Italia. Mentre, infatti, nel nostro Paese si continua a discutere di modifiche, sempre sperimentali e non strutturali, delle attuali norme pensionistiche che attualmente prevedono l’età pensionabile per tutti a 66 anni e sette mesi e per cui si discute di cambiamenti come mini pensione e quota 41, che non varrebbero però per tutti e prevederebbero condizioni da limitare fortemente l’eventuale platea di beneficiari, in altri Paesi europei sono già state modificare le norme pensionistiche, diventando però più leggere per tutti. E forse sarebbe stato meglio adattarsi e seguire l’esempio di quanto fatto negli altri Paesi, piuttosto che ogni anno mettere in atto cambiamenti sperimentali che, evidentemente non si stanno rivelando particolarmente vantaggiosi.

E rischiano di rivelarsi inutili e inefficaci anche le ultime novità per le pensioni di mini pensione e quota 41. Per capire le differenze esistenti, basta sapere che nella Spagna di Rajoy l’età pensionabile per uomini e donne è di 65 anni e nella Francia di Hollande uomini e donne possono andare in pensione a 62 anni. L’età pensionabile spagnola di 65 anni può essere anticipata a 60 anni per i soggetti assicurati secondo il sistema cancellato a gennaio 1967; può essere anticipata al massimo di 2 anni, su base volontaria, se si sono maturati i 35 anni di contributi; al massimo di 4 anni precedenti il pensionamento di vecchiaia in caso di pensionamento involontario con 33 anni di contributi e a condizione che si sia senza occupazione da almeno 6. Possono anticipare l’età pensionabile anche alcune categorie di lavoratori come coloro che svolgono occupazioni faticose, tossiche, pericolose o insalubri; gli invalidi con una percentuale di invalidità del 45%, che possono andare in pensione a partire da 56 anni di età, che secondo  a 52 con percentuali di invalidità dal 65%.

Anche nella Francia di Hollande nulla si muove per quanto riguarda le pensioni, dopo, tra l’altro i forti scontri di qualche mese fa contro la decisione del governo di cambiare le misure occupazione. In Francia, il periodo contributivo per la maturazione della pensione completa dovrebbe raggiungere i 43 anni nel 2035, mentre l'età pensionabile fissata a 62 anni, potrà essere abbassata a 60 anni per coloro che avranno maturato prima dei 62 anni i contributi richiesti, ma scegliendo l’anticipo di pensionamento bisognerà accettare una pensione ridotta, con taglio proporzionale all'età e ai contributi versati. Sempre in Francia, chi è affetto da grave disabilità può andare in pensione tra i 55 e i 59 anni, prima cioè dei 62 anni, a patto che abbia raggiunto il periodo minimo di assicurazione e contribuzione. Possono andare, inoltre, in pensione prima a 60 anni i lavoratori occupati in attività faticose e pesanti; gli invalidi  che abbiano una percentuale di invalidità di almeno il 20% a causa di un infortunio sul lavoro, o con l'incapacità tra il 10% e il 20%, a condizione che si tratti di una disabilità derivante da attività  lavorativa.

Queste norme pensionistiche dimostrano come anche nel nostro Paese, se solo ci fosse stata una reale volontà politica di cambiare le attuali norme previdenziali, si sarebbe potuta seguire una strada definitiva di modifica delle attuali regole pensionistiche. Ma, alla luce delle ultime notizie, la situazione sembra decisamente diversa e piuttosto che investire soldi per modifiche strutturali, capaci di modificare in maniera positiva le norme previdenziali attuali per tutti, esattamente come nei casi appena riportati, e con particolare attenzione a determinate categorie di lavoratori, come coloro che svolgono occupazioni faticose o invalidi, si preferisce stanziare budget ridottissimi per misure ancora  sperimentali e ristrette che più che sostenere i cittadini e soddisfare le richieste di lavoratori e pensionandi sembrano rappresentare, in realtà, ogni volta un contentino da parte della maggioranza, inserendosi, in questo preciso momento, nel quadro di una strategia volta al recupero di consensi in vista del prossimo voto istituzionale che si terrà il prossimo 4 dicembre.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il