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Pensioni ultime notizie opzione donna livelli attesi proroga differenti tra cui spuntano avvocati

Tra le questioni chiave da affrontare sulle novità per le pensioni c'è quella che riguarda le lavoratrici.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:08): I Gruppi Online dell'Opzione donna sembrano decisi di rivolgersi agli avvocati per richeidere ufficialmente di sapere quanto denaro è stato risparmiato e sarebbe ancora disponibile. Questa iniziative non va a scontrarsi con le altre già in atto di dialogo sia istuzionale che con i vari esponenti, ma vuole ottenere una trasparenza che a molti sembra voglia essere negata nonostante le conferme e le smentite delle ultime notizie e ultimissime

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:20): Si va avanti per due strade per le novità per le pensioni, la prima riguarda quella di pressing sulle varie istituzioni e quindi un punto di vista puramente legislativo, la seconda che le ultime notizie e ultimissime ci hanno appena resa nota come possibile attraverso i tribunali.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:10): Le attese sono finalmente di conoscere quanti soldi sono stati risparmiati per le novità per le pensioni che si possono ancora fare, ma soprattutto, dato che il risparmio sembra certo, se c'è nelle priorità questa volontà come in tanti hanno espresso, mentre alcuni hanno parlato della fine del taglio del periodo sperimentale. E in diverse occasioni sia breve che perà nel lungo termine vi potrebbe essere finalmente ultime notizie e ultimissime che lo faranno capire, ma non è certo facile fare previsioni.

Adesso le attenzioni sono anche sul destino della proroga di opzione donna nel contesto del progetto delle novità per le pensioni. La questione è chiare e le posizioni sono definite. Da una parte c'è la maggioranza che sta cercando di capire se c'è budget a sufficiente per proseguire questa sperimentazione anche nel 2017 e con quali limiti e condizioni. Dall'altra c'è l'ampia platea dei destinatari, parte dei quali riunita in un Comitato (presente anche online) con cui non solo segue da vicino l'evolversi di questa situazione, ma spinge per tenere alta l'attenzione. Nel mezzo c'è appunto un impianto che dopo essere finito alla Camere, sarà sottoposto ai primi emendamenti e alle prime votazioni prima dell'approvazione finale entro poco meno di due mesi.

Ed è proprio in questo versante che si inserisce l'opzione donna. Se dovesse essere ripetuto lo schema dello scorso anno, allora sarà proprio questo lo strumento utilizzato per continuare su questa strada. Proprio le tempistiche sono una variabile importante poiché non c'è oggettivamente molto tempo per assumere una decisione che, oltre a tenere conto delle esigenze di cassa, è anche una scelta politica. Di certo c'è che nella prima bozza del provvedimento complessivo sulle novità per le pensioni, non c'è alcuna traccia della possibile proroga dell'opzione donna. Nulla di sorprendente, intendiamoci, perché non era all'ordine del giorno e non era mai stata messa in conto.

In questo contesto si segnala che molti passaggi sulle novità per le pensioni saranno chiariti con un futuro decreto del presidente del Consiglio, in cui potrebbe potenzialmente trovare spazio anche l'opzione donna. Ma che la questione sia più viva che mai è dimostrata anche dai recenti interventi del presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati, particolarmente sensibile sulle questioni a carattere previdenziale, così come dagli incontri che il Comitato opzione donna proroga 2018 ha avuto con il ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento con delega all'attuazione del Programma di Governo, e con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e consigliere economico dello stesso premier, passando per la partecipazione alla manifestazione di Bologna dove i lavoratori hanno espresso la loro contrarietà anche nei confronti dell'attuale legge previdenziale.

La richiesta gira attorno alla continuazione di un anno della cosiddetta opzione donna ovvero la concessione alle lavoratrici dell'opportunità del congedo qualche anno prima rispetto ai requisiti in vigore, ma rinunciando a una parte dell'assegno perché calcolato con il contributivo. Il ritiro sarebbe possibile a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi per le dipendenti o a 58 anni e 3 mesi per le autonome.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il