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Pensioni ultime notizie il via a maggio non è scontato, sui tempi c'è molta incertezza

Ci sono seri dubbi sulle tempistiche di introduzione delle novità per le pensioni approvate dalla maggioranza. Ecco i motivi.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:40): Oltre ai decreti atttuativi ci sono varie fasi distinte che iniziano con la trattativa per gli oneri e le condizioni che al momento non ci sono per i quali sono stati due mesi e poi una serie di confronti ancora una volta fra tecnici per tutte le novità per le pensioni per rimodulare in base a quello ottenuto dalle riunioni appena dette tutti i meccanismi che potrebbe anche essere in parte differente della ultime notizie e ultimissime

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:03): Siamo stati i primi a parlare che tutte le novità per le pensioni sarebbero iniziate a maggio, facendoci attirare anche improperi, ora, invece le ultime notizie e ultimissime ci danno ragione. Dall'altra parte le tempi sono stretti dalla Gazzetta fino ad arrivare ai decreti attuati ci si impiega se va bene almeno tre mesi. Il vero problema, però, è che probabilmente a maggio non sarà ancora pronto nulla per le novità per le pensioni per diversi ragioni di varia natura. 

Chi pensava che con la lettura dei testi sulle novità per le pensioni i dubbi svanissero non può che essere rimasto deluso. I concetti di base sono stati ampiamente illustrati sia in riferimento alle mini pensioni onerose o non onerose e sia alla cosiddetta quota 41 o alla posizione di quei lavoratori che svolgono attività prevalentemente faticose. Eppure, come messo nero su bianco dalla stessa maggioranza, alcuni passaggi chiave saranno svelati solo in seguito, in particolare quelli relativi al ruolo degli istituti di credito e delle assicurazioni nel contesto delle mini pensioni non onerose ovvero quelle completamente a carico dello Stato.

Il problema è l'incertezza non solo in relazione ai contenuti, ma anche alle tempistiche, piuttosto fumose. Di certo c'è solo che la definizione dei dettagli sarà affidato a un decreto della Presidenza del Consiglio da emanare entro due mesi, ma senza chiarezza se la scadenza va intesa in riferimento alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'intero pacchetto delle norme predisposte dalla maggioranza e in via di analisi da parte delle Camere, o ai provvedimenti specifici sulle novità per le pensioni. Di conseguenza, bene che vada, il decreto con tutti i dettagli vedrà la luce entro la fine del mese di febbraio con conseguente opportunità di rispettare l'auspicio di far partire le mini pensioni dal mese di maggio, anche quelle riferite ai lavoratori che svolgono attività prevalemente faticose o turni di notte e alla cosiddetta quota 41 ovvero coloro che hanno iniziato la carriera professionale da giovanissimi.

All'opposto, non essendoci tempi certi per la pubblicazione dei provvedimenti specifici sulle novità per le pensioni, anche il decreto della Presidenza del Consiglio potrebbe slittare a tempo indeterminato. Certo, tanto indeterminato non potrà essere, considerando che la maggioranza ha comunque messo sul piatto 300 milioni di euro per le mini pensioni solo nel 2017, oltre agli stanziamenti per quota 41. Qualcuno parla di retroattività delle norme, ma si tratterebbe solo di ingarbugliare una situazione già piuttosto intricata e con i contorni poco chiari. L'auspicio è che la situazione possa diventare più chiara nei prossimi giorni, proprio in vista dell'esame dei testi da parte delle commissioni competenti a Montecitorio e Palazzo Madama.

C'è però un precedente che non fa ben sperare. Si tratta della cosiddetta staffetta ibrida ovvero la disposizione sulle novità per le pensioni approvata con l'iter dello scorso anno concluso a dicembre, che prevede la possibilità per i lavoratori a cui mancano 3 anni alla pensione di concordare il part time con il proprio datore, in cambio del versamento di tutti i contributi e del riconoscimento del 65% anziché del 50% dello stipendio, ma senza l'obbligo della staffetta generazionale. Il provvedimento è stato introdotto nel sistema previdenziale italiano solo a distanza di nove mesi e, tra l'altro, si è rivelato un grande flop. Stando ai dati forniti dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, solo in pochi hanno ritenuto interessante l'opportunità proposta dalla maggioranza.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il