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Pensioni ultime notizie su mini pensioni, quota 41, quota 100 mediazione da Nannicini per diverbio Poletti-Boeri

Posizioni, proposte e novità per le pensioni da ministro Poletti, presidente Boeri e sottosegretario Nannicini: idee e cosa potrebbe cambiare




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (ULTIMO AGGIORNAMENTO ore 16:39)

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 13:22): E proprio dall'inizio Boeri-Nannicini partiva dal pressuposto di una quota 100 rivista con quoziente familiare così come una forma di sostegno universale e una revisione delle pensioni più alte per rilanciare il tutto oltre che la famosa separazione. Poi come sappiamo è prevalsa una linea dove le novità per le pensioni per smettere anzi tempo sono passate in secondo piano mentre la staffetta per le ultime notizie e ultimissime è stata cancellata (era stata voluta più di tutti dal Dicastero Occupazione)

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:17): E le stesse idee e posizioni per le novità per le pensioni sono testimoniate non solo da ultime notizie e ultimissime generiche ma da documenti e ricerche fatte insieme oltre alla colborazione per diversi libri e siti web

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:32): Dall'altra parte le idee di Nannicini e Boeri sono molto simili o perlomeno lo erano finchè Nannicini ha accettato queste novità per le pensioni ma come nelle sue affermazioni anche per iniziare a smuovere finalmente qualcosa. 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:33):  Continuano a susseguirsi gli atriti tra dievrsi esponenti e Boeri, ma soprattutto con Poletti il quale ha una visione completamemente diversa e non dalle ultime notizie e ultimissime delle novità per le pensioa nsia di quali servirebbe e se e come farle rispetto a Boeri. E a cercare la mediazione di è una figura come di Nannicini che è molto vicino alle posizioni di Nannicini, ma in questo momento sta facendo buon viso a cattivo gioco, pur essendo partito da convinzioni molto differenti rispetto anche quanto avviato ora.

Bisogna andare oltre le cosiddett3 soluzioni tampone pensionistiche e le misure parziali e definire novità per le pensioni che siano organiche e strutturali per tutti, altrimenti il rischio è quello di continuare ad investire soldi che potrebbero diventare sprechi, considerando che di volta in volta vengono investiti per metodi non definitivi. Questa l'ultima posizione espressa dal presidente dell'Istituto di Previdenza Boeri in riferimento alla necessità di lavorare su novità pensioni che siano finalmente definitive, in grado di cambiare nel migliore dei modi l'attuale legge pensionistica, correggendone gli errori e risolvendo le diseguaglianze sociali che ne sono derivate. Situazione confermata anche dai numeri, visto che ben 6 milioni di pensioni vivrebbero con meno di mille euro al mese. In particolare, stando alle ultimissime notizie del Rapporto annuale dell'Istituto di Previdenza, quasi sei milioni di pensionati italiani, vale a dire il 38% del totale, percepisce assegni pensionistici mensili che non arrivano nemmeno a mille euro, cifra che chiaramente non permette di vivere una vita dignitosa dopo aver trascorso il resto della precedente vita a lavorare.

E' necessario fare qualcosa anche in questo senso, senza dimenticare che lo stesso Boeri è colui che ha proposto un ricalcolo delle elevate pensioni degli alti esponenti istituzionali, con sistema contributivo esattamente come avviene per tutti gli altri lavoratori, metodo che porterebbe a tagli capaci di far recuperare, secondo le stime sempre di Boeri, ben 200 milioni di euro all'anno, cifra che potrebbe essere poi equamente redistribuita. Si è poi detto soddisfatto Boeri del confronto che si sta portando avanti tra esecutivo e forze sociali in merito a novità pensioni di uscita prima, sperando di riuscire a raggiungere compromessi e accordi su metodi capaci di sostenere sempre più persone nell'uscita prima in modo da aprire le porte del mondo occupazionale a sempre più giovani. In riferimento al sistema di mini pensione, Boeri, pur ritenendolo discreto per l’anticipo dell’uscita dal lavoro, si è detto fortemente perplesso sul valore delle pensioni finali che tale sistema implica, perché significherebbe erogare pensioni ridotte a vita a chi sceglie di andare in pensione prima con questo sistema e non si tratterebbe di un meccanismo giusto nell’ottica dell’equità, perché non si possono tagliare tanto e a vita le pensioni di chi ha lavorato una vita intera e ha diritto a riavere ciò che, fondamentalmente, è proprio.

Critica la sua posizione anche nei confronti del part time che, a suo dire, non starebbe avendo i risultati sperati e che sembra piuttosto squilibrato: sono state impiegate risorse per sostenere l’uscita prima che desse possibilità di turn over a lavoro per spingere l’occupazione giovanile ma in realtà questo ricambio non sta avvenendo e sono pochissime le persone che scelgono il part time. Non è tardata ad arrivare la risposta del responsabile del Dicastero dell’Occupazione Poletti che ha ritenuto il giudizio di Boeri piuttosto affrettato. Si tratta, infatti, di un sistema, ha spiegato Poletti, in vigore da troppo poco tempo per poter capire se sia un successo o un fallimento, per cui bisognerà attendere ancora per capire se sarà stato valido o meno. Nel frattempo, lo stesso Poletti è tornato ad assicurare che novità pensioni di uscita prima, al momento con sistema di mini pensione, saranno inserite nella prossima Manovra e il costo di tale novità dovrebbe aggirarsi intorno ai 600, 700 milioni di euro, circa 200 in più rispetto alla cifra di cui si parlava fino a qualche giorno fa. Ma prima di un suo inserimento della Manovra bisognerà sciogliere ancora alcuni dubbi sul suo funzionamento e capire anche se l’esecutivo accoglierà le richieste di modifica presentate dalle forze sociali in riferimento a penalità (da ridurre dal 15 all’8%) e agli anni di uscita prima (da aumentare da tre a quattro). Tra le ultime aperture del ministro Poletti anche quella al taglio delle imposte per le pensioni, misura che dovrebbe avere un costo di circa 3, 4 miliardi di euro, secondo alcune analisi, e ci si chiede come mai scelga di investire questi soldi per le pensioni più basse, piuttosto che per l’attuazione di altre novità pensioni di uscita prima?

A mediare tra Boeri e Poletti ci sarebbe il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Nannicini, particolarmente vicino alle posizioni di Boeri, di cui condivide obiettivi e sistemi di lavoro sulle novità per le pensioni, ma che per quanto riguarda le novità per le pensioni da attuare vorrebbe andare anche oltre ai soli sistemi di uscita prima, tra quota 41, quota 41 e part time, pensando anche ad aumenti delle pensioni più basse e contestuali contributi di solidarietà da applicare alle pensioni più alte per recuperare soldi che potrebbero essere poi investiti per successive novità per le pensioni positive per tutti e per iniziare a ristabilire equilibrio all’interno del sistema previdenziale italiano ed equità sociale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il