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Pensioni ultime notizie su mini pensioni, quota 41, quota 10o un favore più che duplice agli istituti

Nuove mini pensioni e quota 41 potrebbero essere più vantaggiose per istituti di credito più che per i lavoratori stessi: la reale situazione




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 13:42): E sempre a livello di favori, visto che il tetto degli oneri, non convinceva così come le condizioni delle polizze legate alle novità per le pensioni in modo particolare alle mini pensioni, è stato deciso di lasciarle fuori dall'attuale documento (proprio la parte fondamentale!) e di rivederla come confermano le ultime notizie e ultimissime contrattative solo tra tecnici presidenza e isitituti.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:17): E non solo c'è questo favore per gli istituti, ma si è aggiunta anche oltre quello già visto che si manterrano le regole per smettere anzitempo ed è stato rinnovato il periodo agevolato per le novità per le pensioni di cui già beneficiano solo gli isitituti. Questo tra le ultime notizie e ultimissime non c'era subito, ma poi è emerso.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:17): E il secondo favore è quello di aver dato sempre all'interno delle novità per le pensioni il via libera a 800 milioni circa solo per favorire le pensioni per il proprio personale come è stato confermato nelle ultime notizie e ultimissime. Non doveva esserci, ma poi c'è stato facendo comparire questi milioni praticamente dal nulla

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:03): E' chiaro che agli istituti è stato fatto un duplice favore o per meglio dire sarà fatto con le novità per le pensioni. Usiamo il futuro, in quanto le condizioni delle mini pensioni non sono ancora state decise e la trattativa non pare essere lunga, ma lo è sicuramente visto che i tempi lunghi sono stati messi nero su bianco come confermano le ultime notize e ultimissime. Questo potrebbe essere il primo favore, ma usiamo il condizionale, perchè non è poi così certo, anche se al 99% lo sarà come vedremo. Ma non c'è solo questo come favore.

Le ultime novità per le pensioni messe a punto dalla maggioranza, e che si preparano ad essere inserite nel nuovo testo unico, cioè mini pensione e quota 41, più che rappresentare novità per le pensioni effettivamente pensate per sostenere i lavoratori, rendendo più accessibili gli attuali requisiti pensionistici richiesti,, ancora considerati troppo rigidi, sembrano essere un nuovo favore agli istituti di credito. Così come strutturate, infatti, mini pensione e quota 41, che prevedono condizioni e requisiti di accesso molto stringenti, tali da far pensare che saranno effettivamente pochissimi coloro che le richiederanno per anticipare la propria età pensionabile, sarebbero strettamente legate agli istituti di credito che sono stati coinvolti dallo Stato per l’erogazione stessa dei soldi per la mini pensione. Toccherà, cioè, agli istituti di credito concedere la mini pensione al lavoratore che decide di lasciare anzitempo la propria occupazione. Ma, ed ecco il primo vantaggio, toccherà sempre agli istituti di credito incassare i tassi di interesse che saranno definiti sulle rate di rimborso della stessa mini pensione.

Stando a quanto riportato dalle ultime notizie, infatti, il lavoratore riceverebbe denaro dagli istituti di credito per anticipare la propria età pensionabile che dovrà restituire quanto percepito in anticipo per 20 anni e con aumenti rispetto a quanto ricevuto a causa del calcolo dei tassi che saranno applicati, e che quindi porteranno più soldi agli stessi istituti. In alternativa, avrebbe potuto essere lo Stato a finanziare direttamente la mini pensione, e guadagnarci con i tassi di interesse, per cui vien da chiedersi come mai aver ceduto questa opportunità agli istituti di credito. Il secondo vantaggio dato agli stessi istituti sono i privilegi concessi proprio a loro che decideranno le modalità di pensione anzitempo dei lavoratori ma con i soldi dello Stato.

Spieghiamo meglio: mentre la stessa maggioranza continua a dire no al piano di revisione e ricalcolo contributivo delle pensioni più elevate e delle ricche pensioni degli alti esponenti istituzionali, misura da cui si ricaverebbero nuovi soldi che potrebbero essere impiegati in successivi provvedimenti positivi per tutti, comprese ulteriori novità per le pensioni, ma che permetterebbe anche, e soprattutto, di iniziare a ristabilire equità sociale tra tutti; d’altra parte, le ultime notizie riportano una novità che sembra colpire ancora una volta i comuni cittadini a beneficio però degli istituti di credito e si tratta di un nuovo piano di recupero soldi, che dovrebbero essere ben 100 milioni di euro, da parte dei correntisti e gli interessati dovrebbero essere 4,5 milioni di comuni correntisti di Banco Popolare, Ubi e Unicredit, istituti che aumenteranno alcuni costi legati ai propri prodotti finanziari e ai propri conti per recuperare 100 milioni di euro. Si tratta di aumenti di costi che, come riportano le ultime e ultimissime notizie, saranno comunicati alla propria clientela attraverso lettere allegate o comprese negli estratti conto.

I soldi dei cittadini, quindi, ancora una volta serviranno per risanare buchi, ora degli istituti di credito, generalmente dello Stato, attraverso l’aumento delle imposte, ma la domanda che ci si pone, e che viene ben spontanea, è: quando sarà lo Stato ad occuparsi realmente dei cittadini e perché i soldi necessari non vengano recuperati da tagli che potrebbero non danneggiare nessuno, proprio come quelli chiesti agli stipendi degli alti esponenti istituzionali, piuttosto che continuare a mantenere alcuni privilegi come quello appena riportato e continuare a colpire i comuni lavoratori e pensionati che spesso fanno sempre più fatica a condurre una vita dignitosa? Un facile recupero di soldi, per esempio, si potrebbe avare tagliando, così avevano sostenuto gli stessi tecnici della maggioranza, gli alti stipendi pensionistici da 100mila, ma su questo stesso provvedimento è stato fatto un passo indietro, così come dietrofront è stato fatto sull’applicazione dei prelievi su pensioni di circa 91.344 euro lordi all’anno che dal prossimo anno non subiranno più alcuna decurtazione, perché sarà cancellato il prelievo stabilito nel 2013 per le pensioni più elevate. Una decisione che sta facendo certamente molto discutere, che non è stata accompagnata da provvedimenti tali da ristabilire un nuovo equilibrio nonostante questa decisione ma che, al contrario, è affiancata da nuove decisioni della maggioranza sempre più beffarde nei confronti dei cittadini.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il