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Pensioni ultime notizie iniziative opzione donna proroga con avvocati ed emendamenti dai Gruppi Opzione Donna Online

Dalle parole ai fatti: incaricato uno studio legate per diffidare i ministeri competenti a rendere pubblici i risultati del monitoraggio nel contesto delle novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 12:33): Il primo passaggio tramite gli avvocati sarà la richiesta di trasparenza e, dunque, la richiesta di vedere i conti. Ci sarà una richiesta per le novità per le pensioni in questo senso ribadita dalle ultime notizie e ultimissime richiamando ad una serie di normative sulla trasparenza tra pubblico e cittadino. Ma questo della magistratura potrebbe essere solo il primo passo.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:10): Di tutti i fronti aperti sulle novità per le pensioni, quello relativo alla proroga dell'opzione donna è il solo che va completamente riscritto. Non ci sono infatti indicazioni precise sulla volontà o meno della maggioranza di proseguire la sperimentazione. Di sicuro, come ribadito dalle ultime e ultimissime notizie, c'è il forte pressing che arriva dall'esterno e ora anche a livello legale.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:40): C'è una partita fondamentale che si sta giocando ed è quella delle proroga dell'opzione donna come tassello aggiuntivo del mosaico delle novità per le pensioni. Si tratta di un passaggio importante, arricchito dalle ultime e ultimissime notizie sulla preparazione di una diffida, per comprendere quale sarà l'assetto previdenziale nei 12 mesi del prossimo anno.

Si entra adesso nel vivo delle decisioni sulle novità per le pensioni con particolare riferimento alla proroga dell'opzione donna. I documenti del pacchetto previdenza sono finiti in parlamento e adesso spetta alle commissioni competenti verificare se ci sono le condizioni per proporre cambiamenti da far passare entro la fine dell'anno. Ma come stiamo notando da tempo, l'attivismo passa anche dai gruppi online che, con cadenza pressoché quotidiana, stanno seguendo da vicino la vicenda. Ebbene, le ultime novità raccontano della costituzione di un gruppo ad hoc, Proroga Opzione Donna per iniziativa delle coordinatrici del IV trimestre, per fare ulteriore pressione alla maggioranza affinché chiarisca una volta per tutte quali sono i dati sul monitoraggio dell'Istituto nazionale della previdenza sociale.

E per dimostrare che fanno sul serio, la potenziale platea dei beneficiari della misura dell'opzione donna ha già assegnato l'incarico a uno studio legale affinché prepari la diffida ai dicasteri competenti alla pubblicazione dei dati. Passaggio preliminare è la chiamata a raccolta delle lavoratrice interessati dall'opzione donna per il prossimo anno ovvero alla loro adesione in una sorta di class action. Preso atto che non ci sarà alcuna resa strutturale della sperimentazione dell'opzione donna, lo scopo è almeno di procedere alla proroga fino all'esaurimento di un budget già stanziato di cui non si conosce l'entità.

Anche nei recenti incontri con le lavoratrici interessate, Maria Elena Boschi, ministra per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento con delega all'attuazione del Programma di Governo, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, hanno lasciato la questione in sospeso senza chiarire i numeri.

In parallelo, il gruppo online ha scritto al presidente della Repubblica, allo stesso presidente del Consiglio dei ministri e ai presidenti di Camera e Senato invocando un intervento presso i ministeri competenti a rendere pubblici i risultati del monitoraggio e appellandosi al principio della trasparenza della pubblica amministrazione. La richiesta di base del contributivo donna prevede la concessione alle lavoratrici dell'opportunità del congedo qualche anno prima rispetto ai requisiti in vigore, ma rinunciando a una parte dell'assegno perché calcolato con il contributivo. Il ritiro sarebbe possibile a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi per le lavoratrici dipendenti o a 58 anni e 3 mesi per le lavoratrici autonome.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il