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Pensioni novità per tutti miglioramenti ora nulla o quasi e ancora più difficili negli anni prossimi

Sempre più difficile mettere in atto concrete e profonde novità per le pensioni a causa di budget ristretto e crisi economica: ancora nulli i cambiamenti e cosa aspettarsi




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:04): E il problema non è solo pe questo anno, ma anche per i prossimi con clausole di salvaguardia da rispettare di 20 e passa miliardi che contrariamente alle ultime notizie e ultimissime sono state disinnescate solo spostandole più in là. E il quadro geneale anche internazionale, come avevamo detto, non favorisce i cambiamenti e novità per le pensioni importanti. C' un unico appiglio, ovvero che le novità per le pensioni stesse dovrebbe essere uo dei temi centrali per le prossime elezioni di fine mandato se non ci saranno prima

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:32): Dalla lettura   novità per le pensioni appare piuttosto evidente come le novità introdotte il prossimo anno non sia tali da consentire di parlare di un salto di qualità. Si procede a suon di interventi parziali, provvedimenti correttivi e, come rimarcato dalla ultime e ultimissime notizie, sperimentazioni con un budget risicato.

Nonostante annunci e promesse di attuazione delle novità per le pensioni, anche quest’anno, come già accaduto lo scorso anno, sta per chiudersi con novità per le pensioni davvero minime rispetto a quanto richiesto e auspicato da tutti. Nulle sembrano, infatti, le novità per le pensioni di mini pensione e quota 41 che la maggioranza sta portando avanti da inserire nel nuovo testo unico, che sarebbero troppo limitate, troppo ristrette e con molti paletti, soprattutto per la quota 41, condizioni che rendono queste novità per le pensioni chiaramente poco utili e vantaggiose, soprattutto in u’ottica di rilancio dell’occupazione giovanile. Il problema resta ancora quello del budget molto ristretto, delle clausole di salvaguardia, ben 15 miliardi per il 2017, restante di 10 miliardi dell’ex governo Letta e di 16,2 miliardi del primo testo unico dello stesso premier, e di una situazione economica che tende a peggiorare, con i tassi di interesse di nuovo in rialzo.   

L'anno scorso lo stesso piemie, con il testo unico 2015, ha sterilizza le clausola di salvaguardia ereditate per il 2015, riducendole i circa 3 miliardi per gli anni successivi, ma introducendo anche una nuova clausola di salvaguardia a copertura delle misure intraprese, cioè l’aumento automatico delle aliquote Iva e delle accise, che può essere evitato con interventi di revisione della spesa, per 12,8 miliardi nel 2016, 19,2 miliardi nel 2017 e 22 miliardi dal 2018. Nel 2016, grazie al budget ottenuto dalla Comunità sono state sterilizzate le clausole per il 2016 e ridotte quelle degli anni prossimo ma sono rimasti gli aumenti automatici delle imposte indirette per 15,1 miliardi nel 2017 e 19,6 miliardi dal 2018. Inoltre, è possibile che lo scongiurato aumento dell’Iva di quest’anno non sia da dare per scontato anche negli anni a venire, perché anche se nel 2017 sembra essere stato evitato, potrebbe scattare nel 2018.

Questo fa capire come potrebbe essere nei prossimi anni ancor più difficile intervenire con novità per le pensioni, perché se il budget manca ad oggi, nonostante anche le concessioni comunitarie, nei prossimi anni quando ci saranno da coprire anche le clausole di salvaguardia dove si recupereranno i soldi necessari? Questo ragionamento si fa alla luce delle ultime notizie secondo cui le novità per le pensioni arriveranno in due fasi, la prima, quella attuale, con novità per le pensioni inferiori come mini pensione e quota 41 puntando sull’aumento delle pensioni base, e la seconda con interventi molto più importanti e profondi. Ma a questo punto questo piano potrebbe rivelarsi un’ennesima mera illusione. Ad aggravare la situazione, come sopra accennato, l'andamento dell'economia italiana, con lo spread in rialzo, che sta rendendo tutto più difficile, nonostante gli ultimi interventi del presidente della Bce che ha deciso di lasciare ancora i tassi a zero.

E forse non era proprio questo il momento di stanziare milioni di euro in cosiddette mance elettorali, in vista del voto costituzionale di dicembre, che a parte le novità per le pensioni per cui sono stati stanziati relativamente pochi soldi (300 milioni di euro per mini pensioni e quota 41) a parte 1,1 miliardi di euro per l’aumento delle pensioni base, prevedono anche 600 milioni di euro destinati alla Regione Campania per saldare i debiti con la società Eav; altri 600 milioni di euro per la gestione dei centri di accoglienza per gli stranieri; 30 milioni di euro destinati alle imprese agricole; altri 30 milioni per il cinema; altri milioni destinati poi per sviluppo e potenziamento delle linee di Ferrovie dello Stato, misure che sono state chiaramente viste come specifiche provvedimenti per conquistare consensi in vista del voto di dicembre ma che da tanti sono stati considerati uno spreco di denaro alla luce delle ultime notizie su un budget notoriamente già troppo ristretto.

A queste ultime misure annunciate, vanno aggiunte quelle già messe a punto come i 400 milioni di euro per il nuovo incentivo alle famiglie, il nuovo piano di assunzione dei precari della scuola, e di medici e infermieri, il nuovo stanziamento di ben 800 milioni di euro per gli enti locali, i 13 miliardi di euro stanziati per l’Industria 4.0, cui aggiungere 10 miliardi aggiuntivi per ricerca e sviluppo, ma anche i 900 milioni di euro stanziati per il fondo di garanzia delle aziende. Per evitare che tutto si blocchi e che il lavoro di revisione per le novità per le pensioni non diventi sempre più difficile, sarà bene rimettere mano ai conti e attuare una revisione della spesa pubblica reale e importante da cui ricavare effettivamente soldi, in modo da recuperare risorse e andare avanti con nuovi provvedimenti per i cittadini, soprattutto considerando che si va verso le elezioni politiche 2018.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il