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Pensioni ultime notizie imprescindibile revisione completa errori e problemi da Dini, Berluscon, Brodolini, Amato

Come siamo arrivati alla formulazione delle attuali regole pensionistiche, errori di leggi precedenti e necessità sempre più forte di ulteriori novità per le pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:47): Chi pensava che arrivati a questo punto la partita della novità per le pensioni non avesse avuto più nulla di dire è rimasto spiazzato dall'evolversi dei fatti recenti. Non solo ci sono ancora tanti aspetti vitali da chiarire mancano risposte su tanti punti chiave e anzi proprio questi non sono stati toccati per nulla nonostante le tante ultime notizie e ultimissime

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:02): Come al solito è corsa contro il tempo per proporre ulteriori novità per le pensioni attraverso la strada parlamentare. Ai soliti problemi di budget che limitano gli spazi di manovra, si è adesso aggiunta la difficoltà legata al poco tempo a disposizione per esaminare i testi e proporre cambiamenti. Come ribadito dalle ultime e ultimissime notizie, la maggioranza si è mossa in ritardo.

Aumento dell'età pensionabile per tutti indistintamente ed estensione del sistema contrbutivo per tutti per il calcolo della pensione finale: sono queste le attuali regole pensionistiche che da tempo ormai, oltre due anni, si cercano di cambiare. Si tratta di norme che, come più volte ribadito dall'ex ministro del Lavoro fautore di queste stesse regole, sono state rese necessarie dalla contingenza dei tempi, a causa di una forte crisi economica che il nostro Paese affrontava, e in tempi decisamente troppo stretti per calutare effetti ed errori come quelli che ne sono scaturiti a distanza di poco, come i quota 41, senza dimenticare i quota 96 della scuola. Si tratta di regole che, per quanto sono stringenti, permettono, come confermano le ultime notizie, di recuperare ben 80 miliardi di euro entro il prossimo 2021. Le ultime notizie, però, confermano anche una sempre più forte richiesta di cambiamento di queste norme previdenziali, troppo rigide appunto, tanto da essere arrivati alla definizione di novità per le pensioni di mini pensione e quota 41 che però, considerando le troppe limitazioni poste, non rispecchiano poi quei cambiamenti necessari e richiesti. Ma come si è arrivati alla necessità di elaborare tali norme?

Le origini della rigidità del nostro attuale sistema previdenziale sono da ricercare molto indietro nel tempo: c'era una volta la legge Brodolini, che nel 1969 pensò alla formula retributiva per il calcolo della pensione legando la prestazione previdenziale alla retribuzione percepita negli ultimi anni di lavoro, che permetteva di percepire pensioni fino all'80% dell'ultima retribuzione e nel 1973 debuttarono le famigerate baby pensioni con la possibilità per le lavoratrici della pubblica amministrazione di lasciare la propria occupazione dopo 14 anni, sei mesi e un giorno, che salivano a 20 per gli altri statali, e a 25 anni per tutti i dipendenti privati. Si tratta di quelle baby pensioni oggi tanto sotto accusa e, stando alle ultime notizie, sarebbero circa 600 mila gli italiani che sono andati in pensione giovanissimi, prima del 1980 dopo aver lavorato per pochissimi anni e con la possibilità  di godersi la vita vivendo esclusivamente della proprio pensione.

La legge Amato del 1992 ha poi previsto requisiti più stringenti per andare in pensione., stabilendo l’aumento progressivo dell'età pensionabile da 55 a 60 anni per le donne e da 60 a 65 per gli uomini e portando la contribuzione minima da 15 a 20 anni. Con la legge Dini del 1995 si passa, poi, dal sistema retributivo a quello contributivo, con calcolo della pensione finale sulla base dei contributi previdenziali effettivamente versati nel corso della proprio vita lavorativa, e appare la soglia minima dell'età anagrafica per andare in pensione che dovrà essere accompagnata dai 35 anni di contributi necessari per andare in pensione. Con la legge Berlusconi del 2001, arriva la possibilità di cumulo totale tra pensione di anzianità, liquidata a 58 anni con almeno 37 anni di contributi, con i redditi di lavoro autonomo e dipendente.

Dal 2012 è salita l’età pensionabile, sia per uomini che per donne, con aumenti previsti ogni due anni e di tre, quattro mesi: fino al primo gennaio 2019 si andrà in pensione 66 anni e 7 mesi e sono previsti 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne per la pensione anticipata. Chi decide di andare in pensione prima dei 62 anni subisce una decurtazione sul valore della pensione finale. E’ evidente come col trascorrere del tempo le regole previdenziali italiani siano diventate sempre più rigide, alla luce di quanto sopra riportato, anche per andare a tappare buchi e risolvere proprio quegli errori che hanno portato a talli buchi da leggi precedenti. E’ quindi sempre più evidente la necessità di interventi per riequilibrare il sistema previdenziale, e tra questi non solo regole che permettano l’accesso prima alla pensione finale rispetto a quanto richiesto dagli attuali requisiti, che sono diventati decisamente troppo rigidi e quasi impossibili da raggiungere soprattutto per determinate categorie di lavoratori, ma anche una modifica delle pensioni attuali con revisione delle pensioni più alte da cui ricavare ulteriori risorse necessarie per garantire il funzionamento dell’intero sistema previdenziale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il