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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41 come e quando la domanda che potrà essere rigettata

Lo schema delle mini pensioni come principale novità da introdurre il prossimo anno rischai di creare una platea di insoddisfatti.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:47): Il rigetto per la domanda per le novità per le pensioni in modo particolare sia per le mini pensioni che per quotra 41 potrà avvenire per la fine del denaro reso disponibile che è già molto poco come le ultime notizie e ultimissime confermano ed è uno dei pochi dati certi. Appena finito il denaro, infatti, si dovrà attendere fino alla fine della prova in essere e poi sperare che sia rinnovata ulteriormente. Ma per almeno altre due ragioni si potranno rigettare le richieste enon tutte essere accolte

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:03): Negli atti attuali le novità per le pensioni per la definizione tecnica che viene data, non è chiara al momento per quota 41, ma speriamo di poterlo capire da ulteriore ultime notizie e ultimissime, permette di rigettare la domanda che viene fatta per differenti ragioni sia oggettive che soggettive. Non lo dice nessuno, ma un caso di questo rifiuto rimarrà sempre mentre gli altri potrebbero avere ancora delle novità e dipendenranno molto del proseguio.

Rimane aperto il capitolo delle novità per le pensioni perché, nonostante la presentazione del quadro degli interventi, alcuni aspetti non sono stati appositamente chiariti mentre altri rischiano di lasciare l'amaro in bocca a chi immagina che congedarsi dal lavoro con lo strumento delle mini pensioni sia un'operazione semplice e scontata indipendentemente dall'impatto economico. In realtà non è proprio così poiché proprio le mini pensioni sono considerate una indennità con tutte le conseguenze che comporta.


Innanzitutto non saranno erogate a tutti in maniera indistinta e automatica e oltretutto non sarà il criterio dell'ordine di presentazione della domanda a essere quello decisivo per rientrare nel lotto dei fortunati, al netto del budget stanziato dalla maggioranza.

In questo momento, però, non sono noti i criteri che saranno seguiti, se non altro perché non sono ancora pronti. La stessa maggioranza ha dato appuntamento a un decreto della presidenza della Consiglio, da emanare probabilmente entro la fine del mese di febbraio, per risolvere questi ultimi passaggi chiave. L'altro punto tutto da scoprire è quello dell'influenza degli istituti di credito e delle assicurazione. Senza dubbio, da questa situazione cercheranno di trarre profitto, ma per la maggioranza si tratta di uno snodo inevitabile, considerando che senza il coinvolgimento degli istituti bancari che mettono nelle mani dei pensionandi la somma necessaria per smettere anzitempo rispetto ai requisti richiesti dall'attuale legge previdenziale, la spesa per lo Stato sarebbe stata insostenibile.

Ecco allora che chi sceglie le mini pensioni onerose dovrà sobbarcarsi una spesa supplementare di circa il 4,6%-4,7% all'anno, da bilanciare con le detrazioni fiscali. Ma si tratta ancora di numeri ipotizzati perché la decisione è rinviata appunto a un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri sulla base di accordi quadro tra il Tesoro, il dicastero dell'Occupazione, l'Associazione bancaria italiana, l'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici e altre imprese assicurative primarie. Solo apparentemente più semplice è il capitolo delle mini pensioni non onerose (per il lavoratore) perché gli interessi andranno comunque corrisposti agli istituti di credito.

Se non si agisce in fretta ovvero se non si riesce a raggiungere tra le parti una intesa in tempi brevi, ecco allora che perfino la scadenza di maggio 2017, come mese di avvio della sperimentazione delle mini pensioni, potrebbe saltare. Una sola questione sembra per ora chiusa ed è quella dei destinatari delle mini pensioni non onerose, a cui potranno accedere coloro che sono senza lavoro ma con 30 anni di contributi, i lavoratori con 30 anni di contributi che assistono familiari di primo grado con disabilità grave, quelli con 30 anni di contributi con un grado di invalidità superiore o uguale al 74% e i lavoratori con 36 anni di contributi che svolgono un lavoro ritenuto particolarmente faticoso e lo hanno svolto in via continuativa per almeno 6 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il