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Tfa terzo ciclo in bilico ancora, aumento stipendi rinnovo contratti insegnati-scuola, supplenti non pagati e non nominati

Non solo Tfa terzo ciclo, ci sono diverse questioni aperte che continuano ad agitare il mondo della scuola.




C'è un aspetto comune che lega gli statali al mondo della scuola ed è naturalmente quello del rinnovo del contratto del pubblico impiego che coinvolge gli insegnanti a tutti i livelli. Non è affatto un caso che in occasione dell'ultima riunione tra forze sociali e Ministero dell'Istruzione si sia discusso anche di questa questione. Sono infatti sette anni che gli aumenti sono congelati, ma come messo nero su bianco nell'ultima manovra, questa volta sarà dato seguito alla sentenza dell'Alta Corte. Il problema principale che, al di là del budget che sarà comunque ridotto, non sono state comunicate le modalità del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici.

Quello che è certo è che non ci sarà alcun aumento a pioggia, ma legato a merito, produttività e reddito secondo criteri tutti da scoprire. Le forze sociali sono sul piede di guerra e tirano in ballo anche i lavoratori del mondo della scuola. La richiesta di una parte delle sigle è precisa: 85 euro in più al mese in busta paga, al pari del settore privato. Viene però da pensare che difficilmente una invocazione di questo tipo riuscirà a trovare spazio dalle parti del Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, se non altro perché si punta ad aumenti mirati. A ogni modo, non è l'unico nodo irrisolto che coinvolge la scuola.

Inevitabile citare la vicenda del Tfa terzo ciclo, tra la questioni su cui i dubbi sono maggiori delle certezze. Il Ministero dell'Istruzione non ha espresso alcuna indicazione sulla sua attivazione così come non ha comunicato i tempi di pubblicazione del bando. E la situazione sta diventando quasi paradossale, considerando che in molte scuola d'Italia, soprattutto nel nord, alcune cattedre sono scoperte e mancano insegnanti, con particolare riferimento al sostegno e alle materie scientifiche. Si ricorda che l'abilitazione all'insegnamento, anche tramite Tfa, è condizione imprescindibile per partecipare ai futuri concorsi scuola e dunque per puntare a diventare docenti di ruolo.

Non mancano poi le segnalazioni di supplenti nominati che non percepiscono lo stipendio dall'inizio dell'anno scolastico nonostante il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri che ha allestito un'apposita procedura per garantire il pagamento delle supplenze brevi e saltuarie entro 30 giorni dalla fine del mese in cui si è svolto il servizio. Se ne potrebbe riparlare nella successiva riunione, già calendarizzata, tra forze sociali e Ministero dell'Istruzione. E chissà se nelle discussioni non rientri anche il Tfa terzo ciclo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il