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Rinnovo contratti statali, scuole insegnati, pubblico impiego, forze dell'ordine, militari: prseguono incontri martedì oggi

Nuovi screzi con le forze sociali sul rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. Budget insufficiente e modalità da definire.




AGGIORNAMENTO: Proseguono gli incontri e le audizioni in Parlamento sempre davanti agli organi di controllo e verifica bilancio. Il più importante e atteso è quello di oggi martedì 8 Novembre che potrebbe portare novità parlando il Ministro Padoan.

Il primo confronto sul testo approvato nella maggioranza e in particolare sul rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici non è stato nel segno della serenità. Le forze sociali sono andate giù dure sui contenuti davanti ai gruppi competenti e a fine giornata sono risultate le più critiche e scontente. Le risorse per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego sono ritenute insufficienti perché non permettono di allineare gli stipendi pubblici "nemmeno a quelli privati più bassi". E non è mancato l'allarme sul "rischio abbastanza evidente di un aggiustamento di bilancio a primavera" viste le "entrate piuttosto estemporanee" previste anche attraverso il decreto "pieno di condoni, fatto per fare cassa".

E ancora: l'impianto "non serve a rimettere in moto il Paese, a ridurre le diseguaglianze che sono fortemente aumentate e a ricreare occupazione giovanile e femminile soprattutto nel Mezzogiorno". In ogni caso, una trattativa vera e propria per l'aumento degli stipendi degli statali non è ancora iniziale e lo stesso budget indicato dalla maggioranza è generico perché comprende anche gli stanziamenti per l'assunzione di nuove forze di polizia. Insomma, la situazione appare ancora piuttosto confusa ed evidentemente dagli esiti ancora incerti e tutti da scrivere. Altri confronti sono comunque attese nel corso della prossima settimana, tenendo ferma l'esigenza di chiudere la partita entro la fine dell'anno.

Dal canto loro gli imprenditori riconoscono il buon impianto del testo anche se, dice Confindustria, c'è un problema: l'ultima salvaguardia non piace. L'associazione degli industriali ribadisce il sì alla manovra, che dà un impulso a rafforzare una crescita debole e chiede che sia attuato il progetto Industria 4.0. Ma appare "non condivisibile", dice il direttore generale Marcella Panucci, "la previsione di una nuova salvaguardia pensionistica" per 27.700 soggetti. Un intervento improprio sulla legge previdenziale che causa disparità di trattamento. Per l'Abi è decisiva la spinta unita di investimenti pubblici e privati ma serve "una maggiore spinta espansiva".

Intanto mentre Regioni, Province e Comuni lamentano l'ondata di tagli che hanno subito e che subiranno, l'Abi chiede che venga recuperata la norma sul Fondo di risoluzione bancaria cassata per estraneità di materia dal testo originale. I costruttori edili dell'Ance promuovono la manovra e i moltissimi incentivi per la riqualificazione energetica e post terremoto e gli assicuratori dell'Ania avanzano una proposta: prevedere una polizza antisismica obbligatoria.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il