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Pensioni ultime notizie su mini pensioni, quota 41, quota 100 da Draghi, Renzi, Schaeuble

Ultime affermazioni Draghi, Schaeuble, Renzi andamento economico, misure necessarie e prospettive per novità per le pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:30): Si dovevano fare prima tutte le novità e, invece, come diceva Draghi più volte e questo, invece, non è avvenuto con una serie di scelte da miliardi intraprese da Renzi che continuano a non convincere soprattutto nei risultati concreti delle ultime notizie e ultimissime. E ora il tempo stringe anche per le novità per le pensioni che, però, sono ora inutili così come sono fatti e sempre più complesse da fare nel futuro se il quadro peggiorerà

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:17): E il quadro sta diventando peggiore in quanto Draghi non è più così certo di poter continuare nel suo QE anche se lui lo vorrebbe fortemente ma nelle ultime notizie e ultimissime l'insistenza dei tedeschi è sempre più forte. E poi vi è il problema, non di poco conto che i tassi con l'inflazione sembra che anche naturalmente stanno riprendo la via del rialzo, tutti elememti negativi per le novità per le pensioni

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:17): Si rischia di perdere l'ennesimo treno per le novità per le pensioni che sono una delle variabile, non l'unica, più urgenti che potrebbero rilanciare l'intero quadro che, invece, dalle ultime notizie e ultimissime sembra diventare pur lentamente ma inerosabilmente peggiore per fare le novità necessarie come si evince dalle ultime notizie e ultimissime

La crescita economica torna a frenare, cresce l'inflazione, aumenta lo spread tra btp italiani e bund tedeschi e la Bce, come annunciato dalle ultime notizie del presidente Mario Draghi, prolungherà l'operazione di Qe di acquisto di titoli di Stato fino a marzo del 2017, lasciando i tassi sullo zero. Si tratta di misure che, come riportano le ultime notizie, sono state pensate per arginare i 'danni'. E nonostante si tratti di una piano che intimorisce, Draghi ha ribadito di voler andare avanti e questo potrebbe avere un effetto positivo nel caso di una vittoria del not alla prossima consultazione pubblica di dicembre. Se, infatti, il no dovesse vincere, le conseguenze sul debito italiano sarebbero contenute proprio grazie alle decisioni di Draghi che fungerebbero da paracadute evitando effetti rilevanti sullo spread. Ciò che quindi emerge è l'importante significato che potrebbe avere l'esito della consultazione pubblica che in caso di vittoria del no destabilizzerebbe la maggioranza, facendo crollare l'attuale stabilità, seppur precaria, ma non avrebbe alcun impatto sui mercati. Le conseguenze, in caso di vittoria del no alla consultazione di dicembre, sarebbero importanti anche per le novità per le pensioni. Ma questa volta in positivo.

In tanti, infatti, auspicano proprio una vittoria del no alla consultazione pubblica di dicembre, perché si tratterebbe dell’occasione ideale per rilanciare ulteriori novità per le pensioni, andando oltre le attuali di mini pensione e quota 41 che sono decisamente molto limitate e si preannunciano altrettanto inutili e per nulla vantaggiose. Ma si auspica la vittoria del sì, anche da parte della stessa Comunità, per tentare di mantenere in piedi la maggioranza, nonostante tutti i problemi esistenti, e una parvenza di stabilità, altrimenti si rischierebbe che tutto cada e l’avvio di un nuovo percorso che al momento il nostro Paese non ha la forza di affrontare. Dal canto suo, il ministro delle Finanze della Germania, Wolfgang Schaeuble, è apparso piuttosto critico, stando alle ultime e ultimissime notizie, nei confronti della politica monetaria della Bce, sostenendo che risulterebbe vantaggiosa per alcuni Paesi dell'area euro, disincentivandoli dall’attuazione di nuove norme, e che potrebbe alimentare i rischi di nuove bolle.

L’invio del ministro tedesco al presidente Draghi è quello di bloccare l’operazione di Qe per calmare prezzi e cercare di ridurre lo spread. E mentre si discute di politiche comunitarie per sostenere l’economia, il premier Renzi sul fronte interno sembra accingersi a mettere in atto un’ennesima strategia errata che porterà la maggioranza a ripetere gli errori già compiuto lo scorso anno, quando la priorità è stata quella di investire ben 24 miliardi in misure occupazionali, piuttosto che in novità per le pensioni importanti e profonde come quota 100 o quota 41 per tutti, considerate le migliori soluzioni pensionistiche per tutti, che non hanno però fruttato i risultati sperati. Quest’anno ci si concentra su misure di rilancio di investimenti, per le imprese, e su contentini che dovrebbero avere il compito di far credere che qualcosa di concreto per i cittadini sia stato fatto, novità per le pensioni comprese, quando in realtà la situazione non è proprio questa. Mini pensione e quota 41 così come attualmente modulate, infatti, non rappresentano vere e proprie novità per le pensioni, innanzitutto perché sono troppo limitate e con troppe condizioni da soddisfare per l’accesso senza oneri, e poi perché non rappresentano novità per le pensioni per tutti, quindi universali, e strutturali, considerando che saranno ancora una volta novità sperimentali per tre anni.

Non è, dunque, ancora questa la strada giusta per cambiare le attuali norme pensionistiche che continuano ad essere troppo rigide e criticate e che meritano di essere modificate ma in maniera decisamente migliore rispetto a quelle mini pensioni e quota 41 che si vorrebbero inserire nel nuovo testo unico. Anche perché se al momento il budget disponibile è ristretto e quindi impedisce l’attuazione delle novità per le pensioni che si vorrebbero, anche se tutto dipende dalla volontà politica che ha deciso di puntare su altre misure per rilanciare la crescita economica italiana (misure per le imprese, per gli investimenti e detassazione premi per i dipendenti), rimandando tutto ai prossimi anni, questi stessi prossimi anni potrebbero rivelarsi anche più duri, da un punto di vista di ristrettezza economica, considerando le ultime notizie su una serie di clausole rinviate, come lo stesso aumento dell’Iva, scongiurato per quest’anno, ma che in realtà dal prossimo 2018 dovrebbe scattare. La situazione, dunque, appare ancora decisamente complessa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il