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Tfa terzo ciclo: novità questa settimana, quali attese tra Miur, forze Sociali e Ministero Istruzione Governo Renzi

Non scatta l'attivazione del Tfa terzo ciclo, tuttavia non mancano indicazioni importanti in ottica abilitazione.




Sono due le principali notizie della settimana in merito al Tfa terzo ciclo. Fermo restando che non anche gli ultimi sette giorni sono trascorsi senza che dal Ministero dell'Istruzione siano arrivate conferme sull'attivazione del Tirocinio e sulla successiva pubblicazione del relativo bando, occorre segnalare due fatti. Il primo è la nuova riunione tra le organizzazioni sindacali e il Miur. La questione del Tfa non è stata affrontata mentre al centro del confronto sono finiti tutti gli altri temi caldi del mondo della scuola. E l'incontro non è stato proprio casuale perché è stato successivo alla presentazione in parlamento della legge di Bilancio contenente anche misure per la scuola.

Più esattamente si è discusso del rinnovo del contratto in seguito all'accordo sula riduzione dei comparti. Come spiegato dalle parti, gli elementi propedeutici sono lo stanziamento di risorse e le modifiche legislative che tolgano vincoli alla contrattazione. Altro punto centrale è stato quello della chiamata diretta. A detta dei sindacati si tratta di una procedura determinata da una errata posizione ideologica che ha provocato un bel po' di problemi e il rischio di creare "scuole di tendenza, senza pluralismo e un condizionamento dei docenti". Di più: aumentano i supplenti, mancano gli insegnanti di sostegno e il personale sul potenziamento non può essere utilizzato in modo discrezionale".

I riflettori sono stati accesi anche sulla mobilità in seguito agli errori dell'algoritmo. In questo caso, "restano tutte le incertezze e le situazioni di palese ingiustizia che si sono determinate quest'anno". Anche la questione delle deleghe, tuonano le sigle sindacali "è direttamente legata all'impianto fondante della legge. Sbagliate le fondamenta non funziona nemmeno il resto. Le deleghe, quindi, vanno sostanzialmente ripensate, in funzione dei cambiamenti da apportare e, per i quali, non è solo un problema di finanziamenti".

L'altro elemento che ha caratterizzato il mondo della scuola nel corso della settimana, importante anche in ottica Tfa, è stato quello relativo alle abilitazioni all'estero che sarebbero più facili da ottenere e soprattutto spendibile anche in Italia. Il Miur ha spiegato come gli esami e il tirocinio devono essere svolti nel Paese che rilascia il titolo abilitante e nella lingua di quel Paese. E soprattutto, "l'eventuale rilascio del provvedimento finale avviene soltanto dopo accurata e attenta analisi della documentazione prodotta, nonché dalla verifica dei presupposti giuridico-amministrativi". In seconda battuta ha smentito i dati circolati sulle abilitazioni in Romania ovvero dei 500 decreti emanati dal Miur per il riconoscimento di titoli di abilitazione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il