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Pensioni ultime notizie uguali novità rilancio da Renzi-Boeri su novità quota 100, quota 41, mini pensioni

Come sono cambiate le posizioni di accordo sulle novità per le pensioni di Renzi, Nannicini e Boeri: nuovi disaccordi e misure bloccate




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:22)  E poi c'erano da rivedere le pensioni delle vedove e dei figli, ma solo quelle più da benestanti sempre e con quoziente familiare e le false disabilità che costano miliardi. Erano tutte novità per rilanciare le novità per le pensioni, ma poi appena si è toccato il primo nodo, oltre quello della revisione sotto detto, le ultime notizie e ultimissime si sono scatenate contro senza neanche attendere una vera e propria iniziativa in queto senso e magari leggerla e capirne la bontà.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:30) E tra gli sprechi c'erano da revisionare le pensioni dei più benestanti non solo degli esponenti e delle autorità pubbliche, ma questo punto dopo un primo timido inizio sono stati subito bloccati come da ultime notizie e ultimissime attuali, tutto, putroppo, in favore alle logiche del consenso. E se si fatto solo questo le novità per le pensioni sarebbero state molto più sostanziali. Ma non c'era solo questo.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:03): La strategia di Renzi e Boeri era semplice e lineare anche se quando si toccano le novità per le pensioni non è mai così semplice come confermano le ultime notizie e ultimissime. Il primo aspetto era quello di fare uan profonda revisione dell'intero sistema delle pensioni eliminado gli sprechi, gli errori e i doppioni per poi utilizzare nuovi metodi e strumenti per creare delle alternative

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:47): All'inizio e stiamo parlando ancora di quando non era sceso in campo Renzi, lui i e suoi collaboratori avevano le stesse strategie sulle novità per le pensioni di Boeri e non è un caso che dopo un pò gli diede una posizione importante. Ora, la differenza sembra essere marcata, ma in fondo la strategia è la stessa e l'evolversi delle ultime notizie e ultimissime soprattutto al di là di quelle strettamente legate alle pensioni ce lo potrebbe mostare ancora chiaramente.

Qualche mese fa sembravano tutti d’accordo e il piano di lavoro sembrava essere stato ben definito dallo stesso premier Renzi che ha fortemente voluto prima Tito Boeri come presidente dell’Istituto di Previdenza e poi ha nominato Tommaso Nannicini come sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Due nomi autorevoli nel settore previdenziale, amici e colleghi, che hanno anche scritto un libro insieme. E sembrava che i piani di definizione sulle novità per le pensioni, basandosi sugli obiettivi dello stesso Boeri che predicava, e continua a farlo, la necessità di rendere nuovamente il sistema previdenziale italiano più equo per tutti e sostenibile, fossero comuni: tutti d’accordo su misure cambiamenti peggiorativi, di tagli e revisione di alcune pensioni, come le pensioni alle vedove, le pensioni di guerra, di invalidità e le baby pensioni, spesso causa di discriminazioni sociali per errate valutazioni e presenza di furbetti nel nostro Paese, che sarebbero servite sia per rimettere in equilibrio il sistema pensionistico sia per recuperare nuovi soldi che sarebbero serviti in un secondo momento per il rilancio di novità per le pensioni positive per tutti, da quota 100 a mini pensione per tutti, a quota 41.

Tutti d’accordo anche sul piano di taglio delle ricche pensioni agli alti esponenti politici e di ricalcolo contributivo: le ultime notizie, però, confermano che tutto è saltato. Solo pochi giorni fa lo stesso Boeri ha spiegato che l’erogazione delle prestazioni pensionistiche alle vedove e ai superstiti non subiranno alcun cambiamento, nessun nuovo calcolo sul valore Isee ma sempre considerando i redditi assoggettabili all’Irpef. Nulla è stato ancora fatto per tagli e revisioni di baby pensioni, pensioni di guerra e invalidità. Né tanto meno è stato portato a termine quel piano di revisione delle detrazioni e delle esenzioni fiscali, voluto da Boeri, appoggiato dal premier Renzi e sostenuto anche da Nannicini. Tutto è stato fermato da Renzi in vista del voto costituzionale. E le ultime notizie confermano che questi interventi negativi sulle pensioni non sono gli unici provvedimenti ad essere stati bloccati in vista del voto di dicembre.

Ma si tratta di un blocco importante e che ha anche creato, diciamo, disaccordi tra gli stessi tre fautori delle volontà di novità per le pensioni. Tutti e tre, infatti, a partire dal premier Renzi, sono sempre stati favorevoli a voler cambiare le attuali norme previdenziali, senza un intero stravolgimento dell’intero impianto. Ma ad oggi tutto è ancora fermo: si continua a discutere di mini pensione e quota 41, che però come attualmente formulate sono decisamente limitate, penalizzanti e poco utili, mentre è stata rimandata la quota 100, perché troppo costosa, e per lo stesso motivo anche la quota 41, come inizialmente formulata, vale a dire permettendo a tutti coloro che sono entrati da giovanissimi nel mondo occupazione di andare in pensione con 41 anni di contributi, senza obbligo di raggiungere alcuna soglia anagrafica e senza alcun onere. E ad oggi la situazione è bloccata anche sul ricalcolo delle pensioni più elevate.

Fino a qualche tempo fa, infatti, il consigliere economico di Palazzo Chigi Nannicini continuava a sostenere che il ricalcolo delle pensioni più alte era fondamentale, e aveva anche rilanciato sul prelievo sui redditi sui 100mila euro annui, poi il dietrofront. E mentre Boeri continua a proporre i metodi di ricalcolo delle pensioni risultato del vecchio, e più vantaggioso, sistema retributivo, è di qualche settimana fa la nuova posizione di Nannicini che ha chiaramente detto come tale ricalcolo non potrà essere attuato perché rischierebbe di colpire anche chi non merita di esserlo. Intanto, il premier Renzi, dal canto suo, per cercare di sostenere le persone meno abbienti ha chiesto agli italiani che percepiscono pensioni più elevate, o più pensioni alte, di tagliarsele. Ma si tratta di una richiesta paradossale, considerando che si è rivolto agli italiani più ricchi chiedendo un favore per un provvedimento, forse, dovuto, per ristabilire equilibrio sociale.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il