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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 strategia Governo Renzi-Comunità sempre adattabile

La doppia strategia del governo su novità per le pensioni in vista del voto costituzionale di dicembre e per Comunità: cosa prevede e cosa aspettarsi




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:01): E come sono state fatte le bozze sia per le novità per le pensioni che per tutti gli argomenti, tutto è fatto in modo che il Governo Renzi possa cambiare tutto non solo e non tanto durante l'iter, ma fuori lo stesso iter avendo concepito tutto con una serie di atti di perfezionamento che dovranno avvenire come da ultime notizie e ultimissime ufficiali, dopo la pubblicazione della Gazzetta. E le variabili per le novità per le pensioni, ad esempio, sono tutte così importanti da non proprio stavolgere i sistemi, ma sicuramene portare delle novità non indifferenti

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:44:  Nonostante la scaramuccie a cui sistiamo asssistendo nelle ultime notizie e ultimissime, la decisione di lasciare tutto così come è fondamentale per poter avere speranze di vittoria per il Governo Renzi con due oppurtunità che si aprono per le novità per le pensioni in caso di risultati differenti. Una vittoria significherebbe poter venire a più miiti consigli con la Comuità, una sconfitta del Governo Renzi lascerebbe aperte tutte le porte anche a miglioramenti per le novità per le pensioni stesse. 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01: Una doppia, ma non nel senso di bluff, strategia potrebbe essere stata organizzata e quanto pare dalle indiscrezioni delle ultime notizie e ultimissime è così, tra il Governo Renzi e la Comunità che si esprimerà solo dopo, casualmente, a risultato ottenuto della consultazione. Ed è chiaro che il risultato condizionerà anche le novità per le pensioni.

La strategia che il governo sembra stia portando avanti dovrebbe rivelarsi, almeno nelle intenzioni, vincente su diversi fronti: sia in vista del prossimo voto costituzionale, sia per risposte definitive, positive, da parte della Comunità. Ma andiamo con ordine: nonostante in queste ultime settimane la maggioranza, d’accordo con le forze sociali, abbia annunciato un nuovo pacchetto di novità per le pensioni che prevede mini pensione, quota 41, aumento delle pensioni base, cumulo gratis di tutti propri contributi previdenziali, dando l’impressione di aver fatto tutto per accontentare tutti, in realtà le vere novità per le pensioni sono nulle. Mancano, infatti, ancora i dettagli specifici e ufficiali di funzionamento e avvio di mini pensione e quota 41 nonostante in questi ultimi giorni siano state rese note ultime notizie relative a spiegazioni su come funzioneranno mini pensione e quota 41; e mancano certezze relative ai tempi di emanazione dei Dpcm della presidenza del Consiglio che dovranno decidere e contenere specifici caratteri, requisiti ed elementi per richiedere mini pensione e quota 41, con relative modalità di controllo degli stessi requisiti e relativa documentazione fornita, nonché i fondamentali accordi con associazioni degli istituti di credito e associazioni delle assicurazioni in merito alla definizione di tassi di interesse da applicare e coperture dell’assicurazione.

Questo capitolo sembra infatti ancora decisamente aperto: stando alle ultime notizie dell’Economia, circolate qualche giorno fa, costi di assicurazione ed eventuali oneri spettanti, in caso di premorienza del pensionato, ricadrebbero sugli eredi, ipotesi che però è stata prontamente smentita dai tecnici della maggioranza, secondo cui, esattamente come detto sin dall’inizio, costi di assicurazione e altri oneri, in caso di scomparsa del pensionato, sarebbero a carico dello Stato, così come avverrà per coloro che richiedono mini pensione e quota 41 senza oneri. Anche in questi casi, l’assicurazione verrebbe coperta dallo Stato. Ma sia per tassi di interesse sulle rate di rimborso della stessa mini pensione, sia per l’assicurazione, non si hanno le idee chiare sull’entità, che dovranno appunto essere definite dall’accordo con istituti e assicurazioni.  

Ma l’illusoria strategia di aver fatto tutti per tutti, soprattutto collegandosi all’aumento delle pensioni base che, seppur minimi, coinvolgono 1,2 milioni di pensionati che insieme ai 2,1 milioni arrivano a raggiungere una platea di ben 3,3 milioni di pensionati potenziali elettori del sì al prossimo voto costituzionale in programma il 4 dicembre. L’intera strategia di lavoro del governo sembra improntata in vista di questo appuntamento, e nel lungo periodo anche delle prossime elezioni politiche, perchè comprende misure che tendenzialmente soddisfano i cittadini, anche se in realtà sono solo apparenti e ancora prive di ufficialità concreta, anche perché resta da superare ancora il grande ostacolo della mancanza di soldi. Ed è sempre con l’attenzione puntata al prossimo voto costituzionale che si sviluppa anche la seconda strategia del governo, volta però, più che alla riconquista di consenso ed elettori, a rivedere la strada di lavoro con la Comunità.

Nell’attesa dell’esito delle trattative comunitarie per la concessione dell’extra budget, la Comunità ha già inviato una missiva di richiamo al nostro Paese sulle misure contenute nel testo unico, invitando l’Italia a fornire ulteriori spiegazioni e puntando il dito soprattutto nei confronti dei troppi provvedimenti cosiddetti una tantum. Proprio l’appuntamento con il voto costituzionale potrebbe rappresentare una svolta in tal senso: in tanti auspicano la vittoria del no, perché significherebbe ristabilire un nuovo equilibrio politico e un nuovo clima di fiducia da riconquistare che potrebbe portare al rilancio di ulteriori novità per le pensioni, e più importanti e con miglioramenti rispetto a quelle che la maggioranza sta attualmente portando avanti.

La vittoria del no, però, causerebbe instabilità politica, come appena detto, ed è ciò che si sta cercando di evitare perché l’Italia per tornare realmente a crescere ha innanzitutto bisogno di stabilità ma nel caso in cui davvero il no vincesse, la Comunità potrebbe permettere al governo di portare avanti le misure una tantum perché altrimenti si rischierebbe il caos. Molto dunque dovrebbe dipendere dall’esito del voto e le ultime notizie sembrano confermare questa strategia, considerando anche il fatto che le discussioni sui provvedimenti del testo unico, con eventuali miglioramenti, si bloccheranno per la fine di novembre e riprenderanno dal 5 dicembre, proprio in vista del voto costituzionale e che ancora nulla si sa al momento di quei Dpcm della presidenza del Consiglio che dovranno definire, come spiegato, importanti dettagli relativi alle ultime novità per le pensioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il