Pensioni ultime notizie opzione donna proroga risposta Ministro lettera avvocati massima incertezza

Sembra che alla diffida abbiano aderito circa 200 potenziali beneficiarie dell'opzione donna nel quadro delle novità per le pensioni.

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:12): Non è detto che il Ministro Padoan risponda alla lettera e se non lo farà le lavoratrici dovranno decidere se andare avanti, ma non è certo un percorso semplice per queste novità per le pensioni anche perhè il Ministro personalmente ha anche lo status da parlamentare. E' sempre attesa la sua audizione che ieri è ritardata ed è saltata come confermano le ultime notizie e ultimissime. Vedremo cosa accadrà 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:20): Non sembrano voler cedere di un solo centimetro le lavoratrice destinatarie dell'opzione donna. La proroga non è tra i testi delle novità per le pensioni, ma tutte loro spingono per una urgente trattazione o, almeno stando alle ultime e ultimissime notizie, per una risposta. A oggi non è stata presa alcuna decisione, ma il silenzio in questo caso fa rima con dissenso.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:01): A breve arriverà il momento della verità sull'eventuale proroga per almeno un altro anno dell'opzione donna a completamento delle novità per le pensioni. Il comitato delle potenziali beneficiarie ha preparato e spedito la diffida al responsabile del Tesoro e secondo le ultime e ultimissime notizie, il confronto è destinato a diventare uno dei temi caldi.

Il pressing sulla maggioranza passa anche dalle vie legali. Il gruppo organizzato intorno alla proroga dell'opzione donna ha infatti deciso di passare dalle parole ai fatti e ha incaricato uno studio legale per diffidare il responsabile del Tesoro a rendere pubblici i dati ufficiali sul monitoraggio dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. Si tratta di un passaggio fondamentale per comprendere se i risparmi sono sufficienti per puntare all'estensione di questa sperimentazione anche per l'anno successivo. Se c'è infatti un punto su cui la questione è chiusa è quella della resa strutturale di questo provvedimento, escluso a più riprese da più parti.

A ogni modo, sembra che alla diffida abbiano aderito circa 200 potenziali beneficiarie dell'opzione donna, ma questo numero è destinato ad allargarsi sia per l'attenzione catturata e sia per le spese legali contenute. La partita si gioca infatti su due piani differenti. C'è questo esterno che potrebbe anche intensificarsi anche al di là di questa diffida e c'è quello interno che procede a rilento. Ci riferiamo all'iter politico che passa innanzitutto dal testo che è da poco finito in parlamento, ma senza alcun riferimento alla proroga dell'opzione donna. Negli organismi interni è adesso iniziato il confronto su possibili cambiamenti da introdurre e far passare entro la fine dell'anno.

Ogni decisione sembra però essere legata proprio alla quantificazione del budget spendibile. Ed è proprio per questa ragione che prima Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il parlamento con delega all'attuazione del programma di governo, e poi Tommaso Nannicini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e consigliere economico del premier, non hanno assunto alcuna posizione in occasione dei recenti incontro con le esponenti del Comitato Opzione Donna Proroga 2018. La richiesta è la continuazione di un anno dell'opzione donna ovvero la concessione alle lavoratrici dell'opportunità del congedo qualche anno prima rispetto ai requisiti in vigore, ma rinunciando a una parte dell'assegno perché calcolato con il contributivo.

Più precisamente, il ritiro sarebbe possibile a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi per le dipendenti o a 58 anni e 3 mesi per le autonome a fronte di un taglio dell'assegno previdenziale di anche il 20-25%. Per lo Stato si tratterebbe di un bel risparmio in termini assoluti di spesa previdenziale, ma avrebbe anche un problema di liquidità nel breve periodo. C'è poi una seconda richiesta che prevede di annullare il conteggio aggiuntivo sull'età anagrafica per via dell'aumento delle speranze di vita, ma rispetto ai mesi scorsi ha perso quota nel dibattito.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il
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