BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Elezioni Usa risultati ufficiali stamattina mercoledì chi vince. Spoglio voti, previsioni finali. Aggiornamenti tempo reale

Ancora molto incerto l’esito delle elezioni Usa: chi vincerà tra Trump e la Clinton? Aggiornamenti in tempo reale e come si vota




AGGIORNAMENTO ELEZIONI USA OGGI MERCOLEDI' MATTINA 9 NOVEMBRE: Sembrava dovesse vincere Hillary Cliton e invece Donald Trump si ritrova ad un passo dall'eserre il nuovo presindete della Casa Bianca, mancano ancora alcuni Stati, ma le ultime previsioni, exit poll danno tTrump che ha vinto, il nuovo Presidente Usa. Pochissime le speranze per i democratici. Continueremo a seguire lo spoglio dei voti.

Clinton o Trump? Bisognerà aspettare l’alba di domani, mercoledì 9, in Italia per conoscere il nome del nuovo presidente degli Stati Uniti. Martedì sera, 8 novembre, quando sarà l'1 del mattino in Italia, inizieranno gli spogli nei primi Stati, che saranno quelli della Costa Atlantica, Georgia e Ohio, tra gli Stati strategici per la corsa alla Casa Bianca. Toccherà poi alla Florida e alla Pennsylvania, quindi California e Nevada. Verso le 3:30 del mattino in Italia dovrebbero essere resi noti i risultati di North Carolina e Pennsylvania potrebbero. Dai risultati dei 50 Stati sarò eletto il nuovo presidente degli Stati Uniti che al momento è ancora difficile da pronosticare considerando che gli ultimi sondaggi di questi giorni danno una sorta di testa a tesa tra la democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump. Le ultime notizie, infatti, registrano forti oscillazioni nei sondaggi a favore del candidato repubblicano ad esempio in Ohio e Wisconsin, mentre la Clinton sembra in testa in Arizona e Nevada, da decenni dei repubblicani.

Particolarmente significativi i voti degli oltre 38 milioni di americani di Florida, Iowa, Carolina del Nord, Maine. L'election day per la nomina del nuovo presidente degli Stati Uniti d'America è fissato per questa notte e un terzo degli elettori potrebbe scegliere di usare l'early voting, la procedura che permette di esprimere la propria preferenza recandosi di persona al seggio o via posta. La macchina per tale trafila si attiva tra i 45 e i 4 giorni prima del giorno del voto ufficiale, a seconda dello stato, e chiude di solito il giorno prima dell’election day, ma le schede vengono poi scrutinate tutte insieme l’8 novembre, al momento di chiusura di tutti i seggi. Ad eccezione dell'Arizona, che ha messo l'early voting al bando, tutti gli Stati prevedono il voto per corrispondenza. Il risultato delle elezioni per conoscere chi sarà il 45esimo presidente degli Stati Uniti si conoscerà in Italia solo domani mattina, dopo che nel corso della notte saranno scrutinati i voti dei 50 Stati americani chiamati al voto, a partire dall’una ora italiana, e forniremo aggiornamenti in tempo reale con proiezioni, exit poll, previsioni e fino al risultato finale.

A votare sono i 538 grandi elettori, eletti a loro volta in ogni singoloStato. Per diventare presidente, un candidato deve ottenere i voti di almeno 270 grandi elettori e ciascuno Stato ha un numero di grandi elettori equivalente al numero dei suoi rappresentanti al congresso, cioè due senatori, e il numero dei rappresentanti che ha diritto di mandare alla camera, determinato in base alla sua popolazione. In particolare, California, Texas, Florida e New York hanno diritto a più di un quarto dei grandi elettori; Montana, Alaska, Wyoming, i due Dakota, Vermont, Delaware hanno tre grandi elettori del collegio elettorale, mentre la California, che è lo Stato più popoloso del Paese, e a cui si guarda con particolare attenzione insieme a Texas e Florida, ne ha cinquantacinque, il Texas 38, Florida e Stato di New 29 ciascuno e tre grandi elettori rappresentano poi il distretto federale di Washington.

Al momento è ancora difficile fare previsioni su chi sarà il nuovo presidente Usa tra Hillary Clinton e Donadl Trump ancora impegnati, stando a quanto riportano gli ultimi sondaggi, in un serrato testa a testa che lascia nell’incertezza l’esito finale del voto. Se, infatti, fino a ieri il candidato repubblicano Trump era in testa di due punti, oggi la situazione sembra essersi invertita ed è Hillary Clinton in testa su Trump di due punti percentuali. Le voci del popolo poi sono piuttosto discordanti sulle preferenze, soprattutto tra quei giovani, i cosiddetti millenials, la generazione dei nati a cavallo degli anni 2000, che nel 2008 e nel 2012 sono stati decisivi per l’elezione di Barack Obama.

I ragazzi d’America erano schierati dalla parte di Bernie Sanders e ora si ritrovano a dover necessariamente scegliere tra due candidati che comunque non convincono. E infatti sono piuttosto contrastanti i sentimenti tra questi elettori, tra chi ritiene senza ombra di dubbio che bisogna votare la Clinton per non consegnare l’America nelle mani di un imprenditore che poco sa di politica e manovre internazionali e chi, invece, si dice deciso a votare Donald Trump, spinto soprattutto dalle intenzioni di Trump stesso su migranti, terrorismo, politica estera, timoroso di attacchi terroristici.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il