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Tfa terzo ciclo nulla, nuove prove concorso scuola, sparite assunzioni in Bilancio, rinnovo contratto insegnati bloccato

Stanno crollando le migliori speranze sul fronte scuola relative alla legge di Bilancio adesso sotto esame del parlamento.




Almeno a livello di informazioni pubbliche, il Tfa terzo ciclo si trova in un binario morto. Non stanno infatti giungendo informazioni da parte del Miur e delle organizzazioni sindacali che stanno seguendo la vicenda in merito ai tempi di attivazione e dunque sulla pubblicazione del bando. Ma evidentemente non è solo il Tfa 2016 a tenere alta l'attenzione e a rappresentare una fonte di preoccupazione.

Un altro tema che sta adesso guadagnando i primi posti delle urgenze è quello delle prove scritte suppletive del concorso a cattedra. Non ci sono ancora le date, ma il Ministero dell'Istruzione è al lavoro per la stesura di un calendario destinato agli aspiranti docenti che hanno chiesto di prendere parte alle prove selettive del concorso anche se privi dell'abilitazione. La vicenda è passata dai giudici dei tribunali amministrativi che avevano preso atto della necessità di "bilanciare le ragioni di urgenza delle parti con l'interesse pubblico al regolare svolgimento delle prove concorsuali, nonché all'approfondita valutazione delle nuove tematiche sottoposte a giudizio".

E sempre in prospettiva stanno crollando le migliori speranze sulla legge di Bilancio adesso sotto esame del parlamento. Nella bozza del testo preparato da Palazzo Chigi si legge di 25.000 nuove cattedre che, in base a quanto riferisce anche il sindacato Anief, sono destinate a ridursi a meno della metà (circa 11.000) per via del budget ridotto ovvero 140 milioni di euro per il 2017 e 400 milioni di euro dal 2018. Da qui l'ira di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, anche perché "sul sostegno non accettiamo alcun tira e molla perché i 32.000 posti di sostegno in deroga ufficiali, quasi 40.000 reali, costituiscono un'emergenza formativa nazionale".

A suo dire, "se si vuole uscire dalla babele sul sostegno, cui pure quest'anno abbiamo assistito, con tanti supplenti annuali ancora da nominare a novembre inoltrato, occorre dare seguito" alla sentenza della Corte Costituzionale in base al quale è possibile assumere insegnanti di sostegno, in deroga al rapporto docenti-alunni. "Solo in questo modo, potremo finalmente superare l'attuale stato di cose, che vede un docente specializzato su tre precario, e avere finalmente un organico adeguato per le esigenze formative di oltre 240.000 alunni disabili o con limiti di apprendimento cognitivo". Il tutto mentre non ci sono ancora certezze su tempi e modi del rinnovo del contratto degli statali che evidentemente coinvolge anche gli insegnanti italiani.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il